BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Italia e Spagna, la ripresa non c'è. Le prove

Pubblicazione:

Ma non basta, perché all'arroganza non c'è mai fine: «Chiedere un salvataggio all'Europa e ricorrere allo Stato spagnolo sono due cose diverse. I soldi che chiediamo sono quelli che versano a Madrid i catalani e che amministra il governo spagnolo. Riguardo poi all'Europa, non si tratta di soldi degli spagnoli ma di altri Paesi», ha concluso sempre il portavoce, ribadendo che la Catalogna non accetterà da Madrid alcuna condizione politica per il prestito. Bene, da italiano e da contributore europeo voglio che il mio governo dica no ai soldi europei per la Catalogna, visto che emettere 9 miliardi di debito denominato quasi integralmente sotto legislazione britannica è come gettare carne sanguinante nel mare della speculazione: Barcellona l'ha fatto, credendo di essere più furba degli altri e ora deve pagare la negative pledge a chi ha comprato quel debito, ovvero gli hedge funds. Spiacente, vendano Messi o impegnino la Sagrada Familia come collaterale alla Bce, non voglio pagare io la loro grandeur da autonomisti a corrente alternata e con il vizietto della finanza creativa.

Detto fatto, ovviamente, il premier spagnolo Rajoy ha invece confermato l'impegno di Madrid a evitare l'insolvenza a Barcellona, negando al tempo stesso che ci siano negoziati per chiedere un salvataggio del Paese. Durante la conferenza stampa con Herman Van Rompuy, Rajoy ha confermato che «faremo il necessario nell'interesse degli spagnoli». Peccato che nel corso dello stesso appuntamento, proprio Van Rompuy abbia confermato che «per la Spagna siamo pronti ad intervenire sulla base di un breve preavviso». Come dire, la situazione può precipitare da un momento all'altro e lo sappiamo chiaramente. Ecco spiegato come mai il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, abbia annullato il viaggio a Jackson Hole, per l'annuale simposio della Federal Reserve in programma questo fine settimana, per i troppi impegni di lavoro che lo attendono in Europa nei prossimi giorni. Insomma, qualcosa potrebbe andare storto già questo fine settimana o comunque entro la riunione della Bce del 6 settembre. E a confermarlo ci ha pensato il dato riguardo la fuga di capitali dalle banche spagnole, che nel mese di luglio ha toccato la percentuale monstre -5%, con il totale a quota 1,509 triliardi dai 1583 del mese di giugno.


Borse

 

Insomma, aziende e cittadini spagnoli fanno la coda per prelevare i loro soldi e spederli all'estero, molto facilmente in Germania, Olanda e Svizzera. E questo dato, paradossalmente, allontana l'ipotesi di un salvataggio in piena regola: fino a quando la Bce permetterà che, attraverso il suo schema Ponzi, le banche spagnole comprino bonds iberici, salvo poi utilizzarli per operazioni repo presso la Bce stessa, nessun politico sano di mente consegnerebbe il proprio Paese alla vigilanza della troika di turno.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >