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Economia e Finanza

DIMISSIONI WEIDMANN (?)/ Borghi: ecco il gioco di Germania e Bundesbank

Secondo CLAUDIO BORGHI AQUILINI, il governatore della Bundesbank non ha alcuna intenzione di dimettersi; si tratta di una semplice tattica per fare pressioni sulla Bce

Il governatore della Bce Mario Draghi (InfoPhoto)Il governatore della Bce Mario Draghi (InfoPhoto)

Il capo dello Bundesbank fa i capricci. Draghi intende fare in modo che la Bce possa acquistare i titoli di Stato di quei Paesi il cui spread superi la soglia d’allarme; l’ipotesi calmererebbe i furori della speculazione in un batter d’occhio ma, per la Germania, l’ipotesi non è digeribile. Secondo Jens Weidmann, si determinerebbe un effetto “droga” che assuefarebbe i Paesi in difficoltà disincentivandoli dal compiere tutti i passi necessari per mettere i conti in ordine. Per questo, ha annunciato, per l’ennesima volta, le sue dimissioni. Pare che resterà, per lo meno, fino al 6 settembre prossimo. Fino a quando, cioè, non ci sarà il prossimo direttivo della Bce. Dove, con l’arma del ricatto, dovrebbe far valere ancora di più le proprie posizioni. Abbiamo chiesto a Claudio Borghi, professore di Economia degli intermediari finanziari, cosa ne pensa.

Weidmann minaccia di andarsene. Sarebbe, tutto sommato, un bene?

Non direi: si tratterebbe del secondo governatore che si dimette nell’arco di poco tempo. E, in teoria, rispetto alla durezza del predecessore Weber, ci avremmo pure dovuto guadagnare. Quello su cui dovremmo riflettere, in realtà, sono i criteri di voto in seno alla Bce dove, in linea teorica, i governatori delle Banche centrali dell’Eurozona dovrebbero contare tutti allo stesso modo.

E invece?

Di fatto, il voto della Bundesbank vale di più. Quantomeno, sarebbe meglio dirlo esplicitamente e adeguare i trattati in maniera da regolarizzare una situazione di fatto.

Come si è giunti a tale situazione?

La Germania si considera il grande creditore delle banche europee dei Paesi periferici. Anche a causa dei meccanismi legati al Target 2, il sistema di regolamentazione dei pagamenti interbancari, di norma si produce la seguente dinamica: per i timori più svariati legati alla situazione di incertezza, i cittadini di alcuni stati stanno trasferendo i propri capitali in Germania. Il sistema bancario di quegli Stati si trova con una sorta di ammanco che va colmato. Essi, quindi, chiedono denaro in prestito alla Bce. Che, a sua volta, lo chiede in prestito alla Germania.

E il circolo si chiude.


COMMENTI
02/09/2012 - Un Furio Camillo cercasi disperatamente (Carlo Cerofolini)

Visto che, da un crollo dell'area euro, chi ci rimetterebbe di più alla fine sarebbe la Germania (anche Merril Lynch dixit), questa è un'ulteriore ragione perché l'Italia s'imponga e la smetta di essere il donatore ufficiale di sangue nella Ue anche perché chi pecora si fa lupo se la mangia. Il problema è che, purtroppo, non abbiamo nessun Furio Camillo che metta in fuga i vari Brenno di turno.

 
01/09/2012 - Senza via d'uscita? (Carlo Cerofolini)

Stando così le cose, con il Pil in caduta libera (meno entrate per il fisco) e considerato che dal 2013 dovremo: 1) sborsare con il fiscal compact ogni anno e per 20 anni 50-60 miliardi per ridurre il debito pubblico del 20%; 2) ripianare con tasse l'obbligo annuo del pareggio di bilancio per una spesa di almeno 20 miliardi in crescita con la recessione in aumento. Cifra che è la differenza, ottimistica, fra entrate delle stato e uscite per interessi sul debito pubblico; 3) 65 miliardi per il fondo salva stati dei Pigs e quindi pagare senza attingere, perché la Cancelliera Merkel ha specificato (ordinato) a Monti che l'Italia non ne ha bisogno e che è giusto che si vada avanti così, cioè in rovina; ben si capisce che ottemperare a quanto sopra sarà impossibile e se non ci viene in aiuto l'imprevisto, ovvero l'implosione dell'euro o l'uscita volontaria da questo (Merrill Lynch, banca d'affari, dice che ci conviene), non abbiamo scampo e saremo ridotti a colonia tedesca. P.S. A proposito dei Pig: verrà fatto di tutto per tenerli nell'euro - molto a spese nostre - così le banche tedesche e francesi rientreranno dei loro capitali e noi ci troveremo dissanguati e non saremo così più competitor di Francia e Germania, mentre poiché i Pigs a queste due nazioni non fanno paura, noi sì, quesi saranno semi-salvati.