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FINANZA/ La partita di Draghi contro i falchi della Bce

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Super Mario Draghi entreà in azione il 6 settembre. Data del direttorio della Bce. Alla partita decisiva Draghi si avvicina con il consenso di Angela Merkel. Il capolavoro del banchiere italiano è stato saper miscelare l’annuncio di acquisti da parte della Bce con la conferma dei paletti chiesti dal governo tedesco per non spaventare l’opinione pubblica del Nord Europa. Draghi si avvia allo scontro finale con la Bundesbank dopo aver ribadito che il fondo salva Stati entrerà in azione solo dopo una richiesta ufficiale (e opportune garanzie)  dei Paesi a rischio e aver accantonato l’ipotesi di una licenza bancaria per l’Esm. Facile che, su queste basi, la spunti. Meno facile capire se, al termine del direttorio, il bazooka della Bce entrerà finalmente in azione. Oppure resterà un semplice impegno teorico. Draghi senz’altro punterà a metter nero su bianco le regole di ingaggio (cioè i confini dell’intervento della banca) per evitare ostruzionismi in futuro. Ma non potrà spingersi troppo in là: il 12 settembre, si sa, i destini delle decisioni di Francoforte dovranno passare il vaglio della Corte Costituzionale tedesca. Un’opposizione troppo forte dei giudici costituzionali ad acquisti oltre i limiti dell’Esm potrebbero creare seri impicci. Meglio muoversi con prudenza, ma con fermezza. Come Dirty Harry appunto, consapevoli che alle spalle c’è il consenso (condizionato e prudente) dello sceriffo Merkel. Anche perché gli esami non finiscono qui. 

Settembre sarà decisivo anche per le sorti dell’unificazione dei sistemi di vigilanza sulle banche europee, determinante per il risanamento delle banche di Madrid ma anche per i futuri poteri della Bce rispetto alle autorità nazionali, a partire ancora una volta dalla Germania. Nel frattempo, si tornerà a parlare di Grecia: a metà mese, infatti, sarà sui tavoli di Bruxelles, Berlino e Parigi il dossier della Trojka europea, decisivo per la concessione o meno dei crediti e della moratoria temporale per Atene. Intanto, dalle urne olandesi ( si voita anche qui a metà mese) potrebbe uscire un risultato elettorale pro o contro l’Europa che influenzerà gli umori della capagna elettorale tedesca, appena agli inizi. E così via. Inutile illudersi che la riunione del direttorio della Bce possa segnare il punto della svolta. E’ un passaggio cruciale, decisivo e se volete epocale, ma solo un passggio di un percorso ad ostacoli destinato a proporre ben altre prove. Nella speranza che Bernanke e Draghi possano continuare a svolgere con successo il ruolo di supplenza dei vuoti della leadership politica, materia prima che manca ad Occidente e, in attesa delle scelte del Congresso del Pcc, non sembra abbondare nemmeno a Pechino, in piena  frenata. 

E’ in questa cornice che il mondo si congeda da un mese che non è stato tragico come si temeva  ma che ha regalato  notizie significative, spesso passate in secondo piano. Proviamo a rispolverarne qualcuna prima che finisca definitivamente nell’oblio.