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Economia e Finanza

BCE/ Bertone: l’acquisto di bond privati? Un “regalo” a Fiat e Telecom

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Il risultato è che oggi una media impresa che voglia finanziarsi sul mercato italiano senza passare da una banca, di fronte a una borsa dove non si raccolgono soldi non ha molte alternative. A meno ovviamente che si chiami Luxottica e abbia un forte accesso al mercato Usa. L’acquisto di titoli privati in questo momento riguarda più altri Paesi che non l’Italia in senso stretto.

 

Con quali obiettivi?

 

Da noi l’acquisto è finalizzato a raffreddare la febbre dello spread, mentre in altri Paesi dove il debito pubblico è in piena bolla, cioè rende meno dello zero, l’azione della banca centrale mira a creare un rendimento leggermente più elevato per i titoli non di Stato.

 

Ritiene che gli effetti di queste politiche possano essere positivi, o che rischino di peggiorare la situazione?

 

Sicuramente non peggioreranno la situazione. Si tratta del resto proprio di ciò che ha fatto la Federal Reserve per anni, e che intende fare di nuovo per quanto riguarda le rate dei mutui immobiliari colpendo gli anelli deboli del sistema. D’altronde chi oggi acquista i titoli italiani in sede di asta, se lo fa sul mercato secondario dopo la loro emissione invece di 100 li paga 73 o 74. Lo stesso vale anche per le obbligazioni private: riesco a moltiplicare la leva del mio intervento sfruttando i prezzi stracciati. Questo tutto sommato è sicuramente un fattore positivo e che tende a ridare un po’ di elasticità al mercato. In realtà la Bce non ha grandi margini per ottenere questi risultati, ma il suo dovere è quantomeno quello di fare un tentativo.

 

Ci riuscirà?

 

Speriamo. L’Eurozona in questo momento non solo non corre un rischio inflazione, ma attraversa un grave rischio di deflazione. Non si tratta soltanto di una questione relativa all’Italia o alla Spagna, ma di un fenomeno abbastanza serio che ha colpito anche altre economie che pure hanno numeri del debito pubblico assai meno preoccupanti del nostro. In questo momento la cosa importante è reflazionare il sistema, cioè rimettere in circolazione il denaro e ricostituire una sufficiente propensione al rischio.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
04/08/2012 - Regali sempre ai soliti. (Giuseppe Crippa)

L’idea che la BCE voglia acquistare bond di società industriali europee in difficoltà nel reperire capitali non mi entusiasma. Innanzi tutto perché il sistema bancario già preferisce finanziare grandi gruppi piuttosto che piccole imprese e quindi le difficoltà sopra citate mi sembrano un poco enfatizzate, ma soprattutto perché i grandi gruppi europei (per esempio VW in Germania, Solvay in Belgio, Peugeot in Francia, Nokia in Finlandia per non parlar di FIAT) in questo momento non fanno altro che investire in Cina o comunque ben lontano dall’Europa. Ecco dove finiranno questi euro e non capisco perché Bertone sembri contento…