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BCE/ Bertone: l’acquisto di bond privati? Un “regalo” a Fiat e Telecom

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La Bce potrebbe acquistare bond privati per soccorrere le imprese in grave crisi, sul modello di quanto già realizzato in passato dalla Federal Reserve. E’ una delle “misure non standard” annunciate dal presidente Mario Draghi nel corso del suo intervento da Francoforte di giovedì. Ugo Bertone, giornalista economico ed ex direttore di Finanza & Mercati, spiega a ilsussidiario.net gli obiettivi e i possibili risultati di questa operazione.

 

Per quale motivo Draghi ha annunciato l’acquisto di bond privati da parte della Bce?

 

L’annuncio fa parte di una cornice strategica degli interventi della Bce. Draghi sta maturando attorno a sé un possibile consenso, relativo all’acquisto di titoli a breve termine, con l’obiettivo di favorire un’uscita fisiologica dalla crisi. In quel contesto è importante sostenere che questa volta non si tratta di andare a comprare dei titoli a lungo termine di Paesi come Italia o Spagna e fare da paracadute, bensì di riaffermare un ruolo strategico della banca centrale su tutta l’area del mercato secondario europeo.

 

In quali Paesi avverrà questo tipo di intervento?

 

In alcuni casi, come Belgio e Finlandia, ci sono situazioni in cui non ha senso andare a comprare titoli del debito pubblico che sono sottozero. Mentre vale la pena restituire elasticità al mercato, favorendo quelle aziende che hanno difficoltà ad avere accesso alla liquidità. Nokia, per esempio, ha avuto dei problemi legati ai suoi bilanci.

 

Quali imprese italiane beneficerebbero dell’acquisto di bond privati?

 

Soltanto Telecom e Fiat. Eni e Snam, invece, stanno addirittura spuntando situazioni migliori di quelle del debito pubblico italiano: non avrebbe senso intervenire quindi in quella direzione. L’acquisto di bond privati da parte della Bce non riguarderà quindi in primo luogo l’Italia, perché nel nostro Paese la stragrande maggioranza delle obbligazioni in circolazione sono delle banche, che sono direttamente dipendenti dall’andamento di spread e Btp.

 

E dunque?

 

Purtroppo ancora una volta notiamo che il mercato italiano è estremamente incentrato sul sistema bancario, e che non ha saputo attrezzarsi in modo giusto quando si è trattato di creare un mercato delle obbligazioni societarie, tanto è vero che siamo subito incappati in Cirio e Parmalat.

 

Quali sono state le conseguenze?



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COMMENTI
04/08/2012 - Regali sempre ai soliti. (Giuseppe Crippa)

L’idea che la BCE voglia acquistare bond di società industriali europee in difficoltà nel reperire capitali non mi entusiasma. Innanzi tutto perché il sistema bancario già preferisce finanziare grandi gruppi piuttosto che piccole imprese e quindi le difficoltà sopra citate mi sembrano un poco enfatizzate, ma soprattutto perché i grandi gruppi europei (per esempio VW in Germania, Solvay in Belgio, Peugeot in Francia, Nokia in Finlandia per non parlar di FIAT) in questo momento non fanno altro che investire in Cina o comunque ben lontano dall’Europa. Ecco dove finiranno questi euro e non capisco perché Bertone sembri contento…