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MEDIOBANCA/ I due "siluri" che mettono Nagel nei guai

Pubblicazione:sabato 4 agosto 2012

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

Ma c'è la crisi, si fa giustamente notare, e Mediobanca non poteva restare immune da questo ciclone planetario. Ci sono tuttavia analisti che sottolineano che la tabella di marcia più rispettata è stata quella del raggiungimento dei bonus da parte dei dirigenti della vecchia banca d'affari. Tempi molto cambiati rispetto a quelli di Enrico Cuccia, quando vincolati ai parametri dell'Iri, i funzionari di Madiobanca si lamentavano tutti perché guadagnavano troppo poco, anche rispetto ad altre banche, certamente meno virtuose, ma soprattutto meno nobili. Sembra tuttavia inutile riferirsi al “passato remoto” di piazzetta Cuccia. Si potrebbe dedurre che così come è cambiata l'Italia e la sua classe politica , così è cambiata anche Mediobanca, è mutata la sua dirigenza, la stessa storia delle banche in Italia. 

Il problema al momento si concentra su un altro fatto. Quale sorte toccherà ad Alberto Nagel dopo la grande scalata di questi ultimi anni, non solo nel dopo- Maranghi, ma anche nel dopo- Geronzi? Qui le voci sono tante e le lingue sono un pochino biforcute. Alcuni grandi azionisti, come il francese Bollorè, hanno già fatto quadrato intorno al management attuale e quindi a Nagel. Corrono voci che sia invece Renato Pagliaro, il presidente di Mediobanca, ad aver manifestato segni di fastidio e anche di abbandono. Ma sono solo voci, rumors, boatos che non hanno alcun peso reale. Il centro del problema è certamente l'inchiesta sull'affare Fonsai, ma è probabile che in questa calda estate finanziaria, quando a settembre, alla viglia dell'autunno si vedranno i soci e si preparerà la consueta assemblea annuale del 28 ottobre, si possa discutere complessivamente la gestione di questi anni di Mediobanca. 

Lì si farà un bilancio definitivo e probabilmente si prenderanno anche delle decisioni. Chissà se peseranno anche i giudizi di alcuni analisti che parlano di Mediobanca come di “una banca mediocre” o l'attacco frontale fatto da Diego Della Valle qualche mese fa: “Questa dirigenza è completamente inadeguata”. Il problema di Mediobanca non è solo una questione giudiziaria.



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