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Economia e Finanza

ILVA TARANTO/ Il presidente Ferrante: a rischio anche Genova e Novi Ligure

Bruno Ferrante avverte: la chiusura dell'impianto di Taranto ma chiudere Taranto significa chiudere anche Genova e Novi Ligure. Sarebbe un evento tragico per la vita dell'Ilva

Immagine d'archivio (Infophoto)Immagine d'archivio (Infophoto)

Torna in primo piano il caso Ilva. Bruno Ferrante, presidente della società siderurgica Ilva, durante l'audizione di oggi alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha lanciato un allarme forte e deciso. «Il provvedimento del gip è chiaro: dispone la chiusura dell'impianto di Taranto», ha dichiarato Ferrante. «Chiudere Taranto però significa chiudere anche Genova e Novi Ligure. Sarebbe un evento tragico per la vita dell'Ilva». Da parte del presidente Ferrante non sono giunte però solo critiche, perché «l'iniziativa della Procura di Taranto è meritoria e ha richiamato sull'Ilva l'attenzione delle autorità, risvegliando le coscienze». Detto questo, il dispositivo di sequestro è stato definito «severo e rigoroso», e gli arresti di otto dirigenti un «gesto estremamente pesante». «Davanti a un provvedimento della magistratura - ha proseguito Bruno Ferrante - possiamo solo aspettare, ma se verrà eseguito abbiamo solo da chiudere e basta: non abbiamo altra scelta».
Oggi a Bari, per scongiurare che si realizzi questo scenario con una conseguente catastrofe occupazionale, sono iniziati i cosiddetti lavori della "Cabina di regia" che dovrà individuare al più presto gli interventi urgenti di "bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto". Il tutto alla luce di un protocollo di intesa sottoscritto dai ministeri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico, della Coesione territoriale, dalla Regione Puglia, da provincia e comune di Taranto il 26 luglio scorso a Roma.
L'intesa prevede interventi per un importo complessivo di 336 milioni di euro (di cui 329 pubblici e 7,2 privati). 119 milioni di questi andranno alle bonifiche, 187 milioni per interventi portuali, e 30 per il rilancio industriale per investimenti produttivi caratterizzati da un elevato livello tecnologico. Alla riunione stanno partecipando i rappresentanti dell'Ilva, dell'Arpa Puglia, dell'Asl di Taranto, dell'avvocatura regionale, del ministero, tecnici regionali e l'assessore alla Qualità dell'Ambiente, Lorenzo Nicastro.