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FINANZA/ 1. Così l’Italia si sta “svendendo” alla Germania

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Poi mi sono andato a rivedere il Trattato di Maastricht, lettura che consiglio a tutti, e credo di aver compreso che trappolone nascondeva per la nostra industria. Viste tutte queste cose, mi sono detto che i tedeschi, nel loro interesse, ci stanno facendo veramente un bel servizio, cioè ci stanno stroncando sul piano industriale. Andate a vedere la bilancia commerciale della Germania e quella degli altri paesi con l’introduzione dell’euro. E noi non possiamo neppure dibattere, non si può neppure mettere in discussione la cosa, la questione di un’uscita dall’ euro. Questo è incredibile rispetto a quello che è avvenuto e avviene in altri paesi.

 

Quali altri paesi?

 

Ma scusi che cosa credete che sia accaduto in Gran Bretagna quando si è deciso di restare fuori dall’euro? Si è scelto così, per simpatia o per antipatia? Per una forma di nazionalismo? Niente affatto. Si è discusso a lungo, ci si è confrontati in Parlamento, sui giornali, nell’opinione pubblica e poi alla fine si è fatta una scelta. Lo stesso è stato fatto nel momento in cui gli inglesi non hanno siglato il Fiscal compact. Anche in questo caso è stata fatta una scelta lungamente ponderata, pensata, vista in tutte le sue implicazioni. Noi invece sembriamo sempre sull’attenti, ascoltiamo quello che ci dicono, non facciamo altro che prestare attenzione ai loro consigli, ai progetti delle loro condizioni Abbiamo un atteggiamento che è continuamente supino, anche se le difficoltà del nostro sistema produttivo sono sotto gli occhi di tutti.

 

Lei che cosa avrebbe suggerito di fronte a una simile situazione?

 

Avrei semplicemente detto che di fronte a certe condizioni, di fronte a certi patti l’Italia usciva dall’euro. Certo non è una cosa che si può fare in quattro e quattro otto. È una scelta che va ponderata, soppesata, sapendo che al momento ci costerebbe una perdita, a mio parere, del 25%. Ma più aspettiamo più ci costerà.

 

C’è chi parla di una svalutazione del 40-50%.

 

Allora non fa che confermare la mia tesi, perché significa che lavora con una moneta sbagliata del 40%. In questo modo come facciamo a collocare i nostri prodotti sul mercato? Ripeto, i tedeschi stanno continuando a portare avanti questa situazione, non so se con una pianificazione precisa, fino a quando l’industria italiana non sarà ridotta in cenere.

 

Ma qualcuno si renderà pure conto di una simile situazione e potrebbe ammettere che il sistema è sbagliato, che va rinegoziato.



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COMMENTI
07/08/2012 - Supini (Diego Perna)

Lei si illude, perché questo non avverrà mai. C’è un puntiglio ottuso su questa vicenda europea, una specie di macigno ideologico e culturale che non può ammettere l’errore. ......Ritengo molto giusta quest' affermazione, e anche tutto il resto. Non vedo appunto nessun politico che persegua l' obbiettivo di rendere l' Italia nuovamente competitiva in Europa. L' unica cosa che interessa sono i mercati e lo spread a prescindere dall' andamento della produzione industriale e del pil. Io sono per una nuova impostazione monetaria in Europa che ci consenta di non essere succubi delle decisioni di altri e continuare a veder chiudere le ns imprese

 
07/08/2012 - NANISMO POLITICO ECONOMICO ITALIANO (Alessandro La Rosa)

L'analisi del professor Aquilini non fa una piega ed è convincente realisticamente per la sua semplicità di esposizione. Il passaggio dell'intervista dove parla dell' Inghilterra è sintomatico di come invcece in Italia si sia fatta demagogia ideologica-basta ricordare gli entusiasmi di Prodi e di Ciampi-e fuorviante analisi finanziaria. Se Londra, il suo cuore pulsante e il centro della grande finanza europea ed internazionale, dopo tutte le valutazioni, come ben ha spiegato il professor Aquilini,ha ritenuto di stare fuori dall'area euro, doveva anche su questo,a suo tempo, interrogare tutti gli attori in campo italiani e confrontarsi con la "perfida Albione" che è stata lungimirante nella sua decisione. Le ipotesi potrebbero essere diverse: a) che l' Italia fosse destinata ad essere agnello sacrificale; b)la miopia e il nanismo autoreferenziale di quasi tutta la classe politica, finanziaria e mediatica italiana-ipotesi più verosimile- c) l'illusione di potere mediare da posizione di forza che allo stato attuale non abbiamo, tanti tentativi, come ad esempio, in ultimo del Governo Monti sembrano girare più a vuoto che altro. Anche in Danimarca hanno seguito l'esempio inglese, e benchè i problemi non manchino nemmeno in Nord Europa, come diceva un'amica danese, la scelta di restare in stand-by, fuori dall'euro per i danesi è stata una decisone "provvidenziale". E l'euro senza unità politica ed istituzionale e una Bce più "elastica" di fatto sta avvantaggiando la Germania