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FINANZA/ 1. Così l’Italia si sta “svendendo” alla Germania

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Lei si illude, perché questo non avverrà mai. C’è un puntiglio ottuso su questa vicenda europea, una specie di macigno ideologico e culturale che non può ammettere l’errore. Ma ci pensa? Dovrebbero ammettere che hanno sbagliato completamente la costruzione di un sistema continentale. È impossibile che lo facciano. E noi, con queste condizioni, con questa pressione fiscale e con tutto il resto, siamo condannati alla non crescita.

 

A proposito di pressione fiscale, Angelino Alfano segretario del Pdl, ha proposto una riduzione della pressione fiscale e l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Che ne pensa?

 

Chi ha votato il fiscal compact non può permettersi di dire una cosa del genere. Quell’accordo significa 50 miliardi di tagli della spesa e di tasse all’anno. Con questo tipo di accordo non si fa alcuna crescita. Quindi Alfano non può proprio permettersi di dire una cosa del genere.

 

Scusi professore, è possibile che l’Imu, lasciata solo ai comuni, potrebbe penalizzarne alcuni rispetto al fatto di mandarla allo Stato e ricevere poi trasferimenti dallo Stato centrale?

 

Questo problema non è affatto da escludere.

 

La sua analisi non lascia molte scelte.

 

Guardi, alle prossime elezioni si dovrebbe andare con queste quattro liste: svalutazione, deflazione, default oppure, appunto, con una ritualità ben studiata, una annessione alla Germania.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
07/08/2012 - Supini (Diego Perna)

Lei si illude, perché questo non avverrà mai. C’è un puntiglio ottuso su questa vicenda europea, una specie di macigno ideologico e culturale che non può ammettere l’errore. ......Ritengo molto giusta quest' affermazione, e anche tutto il resto. Non vedo appunto nessun politico che persegua l' obbiettivo di rendere l' Italia nuovamente competitiva in Europa. L' unica cosa che interessa sono i mercati e lo spread a prescindere dall' andamento della produzione industriale e del pil. Io sono per una nuova impostazione monetaria in Europa che ci consenta di non essere succubi delle decisioni di altri e continuare a veder chiudere le ns imprese

 
07/08/2012 - NANISMO POLITICO ECONOMICO ITALIANO (Alessandro La Rosa)

L'analisi del professor Aquilini non fa una piega ed è convincente realisticamente per la sua semplicità di esposizione. Il passaggio dell'intervista dove parla dell' Inghilterra è sintomatico di come invcece in Italia si sia fatta demagogia ideologica-basta ricordare gli entusiasmi di Prodi e di Ciampi-e fuorviante analisi finanziaria. Se Londra, il suo cuore pulsante e il centro della grande finanza europea ed internazionale, dopo tutte le valutazioni, come ben ha spiegato il professor Aquilini,ha ritenuto di stare fuori dall'area euro, doveva anche su questo,a suo tempo, interrogare tutti gli attori in campo italiani e confrontarsi con la "perfida Albione" che è stata lungimirante nella sua decisione. Le ipotesi potrebbero essere diverse: a) che l' Italia fosse destinata ad essere agnello sacrificale; b)la miopia e il nanismo autoreferenziale di quasi tutta la classe politica, finanziaria e mediatica italiana-ipotesi più verosimile- c) l'illusione di potere mediare da posizione di forza che allo stato attuale non abbiamo, tanti tentativi, come ad esempio, in ultimo del Governo Monti sembrano girare più a vuoto che altro. Anche in Danimarca hanno seguito l'esempio inglese, e benchè i problemi non manchino nemmeno in Nord Europa, come diceva un'amica danese, la scelta di restare in stand-by, fuori dall'euro per i danesi è stata una decisone "provvidenziale". E l'euro senza unità politica ed istituzionale e una Bce più "elastica" di fatto sta avvantaggiando la Germania