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FINANZA/ 2. Ecco i numeri che mettono in pericolo Francia e Germania

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Le cifre di Atene, in effetti, fanno paura se guardate bene. Qualcosa come 714,53 miliardi di dollari in debito sovrano diretto o con garanzia governativa, a cui vanno aggiunti i 90 miliardi in esposizione a derivati, il debito privato corporate, il debito corporate non bancario con garanzia governativa e il debito bancario non garantito. Il Pil greco, al 31 dicembre scorso, era di 298,1 miliardi di dollari e la ratio debito/Pil, al netto delle obbligazioni di debito “conosciute”, era del 239,69%. Ma contemplando tutte le voci di debito, si raggiunge la cifra di 1,3 triliardi di dollari, con un ratio debito/Pil che sale al 436,09%. Quindi, da un lato la Germania dovrebbe temere come la peste un default greco, dall’altro alcuni analisti cominciano a pensare che l’attenzione dei mercati potrebbe presto spostarsi dai Paesi “ricettori” a quelli “finanziatori” scommettendo sulla loro capacità di continuare a fornire aiuto senza danneggiare i propri conti. Insomma, su Germania e Francia, con i loro Pil relativamente di 3,2 triliardi e 2,77 triliardi.

A oggi, le autorità europee, riconoscono il debito greco pari al 22,33% del Pil tedesco e del 25,80% di quello francese: ma quelle cifre, come abbiamo visto, non sono quelle reali. Per quanto si potrà andare avanti di questo passo?, si chiedono in Germania. Draghi ne è certo: sicuramente per almeno un minuto in più rispetto alla catastrofe in cui si sostanzierebbe un default totale della Grecia. La crisi ormai si è trasformata in una partita a scacchi, ogni mossa potrebbe essere quella del “matto”. Da un giorno all’altro, senza preavviso.



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