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FINANZA/ I pasticci dell’euro che “rilanciano” la lira

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Il “costo politico e psicologico”. Monti ci ha presi per dei debolucci psicolabili, incapaci di reagire o di inventare italicamente una soluzione nuova, una mossa non prevista. Si è accorto invece di una resistenza istintiva e teme che possa diventare movimento, esperienza, cultura; tanto da affermare di essere preoccupato perché vede diffondersi “un sentimento antitedesco” in Italia. Appena Monti inizia a tirare nella direzione da lui desiderata, tanti italiani iniziano a tirare nella direzione opposta. Si diffonde sempre più l’idea che con questo euro non si va da nessuna parte, e il ritorno alla lira non è più un tabù.

Lui si preoccupa, ma noi iniziamo a sperare. A sperare che da questo fermento italico nascano nuovi germogli sulla pianta del bene comune. E che i vari movimenti si uniscano, riconoscendo comuni radici, per la costruzione di un’opera che sia soprattutto la difesa e la promozione di ciò che noi siamo, come italiani, da oltre due millenni. Un esempio di quanto sta accadendo è pure l’associazione Noiperlitalia e da quello che sento in giro, mi pare sia solo la punta dell’iceberg.

Sono giorni di caldo intenso in Italia. Ma suppongo che settembre sarà un mese ancora più caldo. Speriamo.

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