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BCE/ La crescita resta debole. Rischio insolvenza per le aziende italiane

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Nel suo bollettino mensile diffuso oggi, la Banca centrale europea ribadisce che “l’euro è irreversibile” si dice pronta a valutare nuove “operazioni di mercato definitive di entità adeguate”, nonché “ulteriori misure non convenzionali”. Resta il fatto che i governi da parte loro devono continuare a mettere in campo “interventi strutturali” sul fronte delle finanze pubbliche e predisporre le “condizioni necessarie” affinché i sistemi che contrastare lo spread attraverso i fondi salva-stati Efsf ed Esm possano essere effettivamente utilizzati. Del resto, l’Eurotower sottolinea che “i premi per il rischio connessi ai timori sulla reversibilità dell’euro sono inaccettabili e vanno affrontati in modo sostanziale”. In buona sostanza, la Bce sembra dire di poter attuare interventi importanti solo dopo che la politica avrà preso le sue decisioni. Francoforte descrive altresì uno scenario poco confortante. La crescita dell’economia dell’eurozona resta infatti debole, “in un contesto di persistenti tensioni nei mercati finanziari e maggiore incertezza che gravano sul clima di fiducia”. In più, il tasso di risparmio delle famiglie “si è stabilizzato su livelli prossimi ai minimi storici” e la crescita annuale del reddito disponibili in termini nominali “è diminuita ulteriormente nel primo trimestre, all’1,7%, dopo il calo considerevole di un punto percentuale, all’1,8%, nel trimestre precedente”.  Sul fronte del lavoro, il tasso di disoccupazione “continua ad aumentare”, specie fra i lavoratori più giovani, e gli indicatori “segnalano ulteriori perdite di posti di lavoro, a ritmo sostenuto, sia nell'industria sia nei servizi all'inizio del terzo trimestre del 2012”.  Per quel che riguarda l’inflazione, dovrebbe scendere ancora nel corso del 2012, per riportarsi al di sotto del 2% nel 2013.

Note particolarmente dolenti per il nostro Paese arrivano quindi si sottolinea che si è assistito a un “netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese” misurato dai tassi attesi d'insolvenza, con un “incremento che è stato particolarmente pronunciato per le imprese italiane e piuttosto moderato per quelle olandesi e tedesche”.


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COMMENTI
09/08/2012 - Tre anni (Diego Perna)

I segnali giá evidenti di ciò che accade oggi da alcuni erano stati visti tre anni fa, ma sempre si continuava a dire che c' era la ripresa. Oggi comincia finalmente ad essere chiaro a tutti. Però anche con ciò non credo si fará nulla tranne che ad accelerare il processo della recessione con tasse e altre genialitá varie. Buona serata