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FINANZA/ 2. Germania, Italia e Spagna: i guai che affondano l’euro

Pubblicazione:giovedì 9 agosto 2012

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Il perché è presto spiegato: la Spagna non accetterà mai un salvataggio completo se questo imporrà condizioni draconiane di controllo, come imposto dall’Ue, quindi prima di migliorare, la situazione dovrà ancora peggiorare. E non di poco. Inoltre, la Bce per “spaventare” davvero i mercati dovrà mostrare chiaramente l’intenzione di comprare debito sovrano lungo tutta la curva, non solo nelle scadenze più brevi: e per essere costretta a questo, significa che la situazione dovrà sfuggire davvero dal controllo, tanto che JPMorgan consiglia ai clienti di shortare ancora i Bonos decennali con stop-loss al 7,75% di rendimento, limite oltre il quale - per tutti gli analisti - l’Eurotower dovrà per forza intervenire.

Inoltre, a giustificare queste previsioni disastrose ci pensano i numeri macro della Spagna: l’output industriale di giugno ha registrato un -6,2% e, peggio ancora, il target di deficit sul Pil è già ora del 4,5%, contro le stime del 3,5% comunicate all’Unione europea dal governo Rajoy solo lo scorso aprile. Avanti di questo passo, entro la fine dell’anno quel numero potrebbe arrivare o eccedere l’8%.

L’Italia non sta meglio, visto il dato spaventoso del Pil presentato martedì e il fatto che le sofferenze bancarie dei nostri istituti a giugno hanno toccato il 15,8%, come certificato da Bankitalia: ma come, i bilanci delle banche non si fanno ammansire dalle parole di Monti e dalle promesse di Draghi? A quanto pare, no. Unite a questo quadro, il fatto che - come dimostrato in precedenza - la Germania sta entrando in recessione e avrete un quadro completo di quanto ci aspetta da qui all’inizio di settembre. Forse, prima di rilasciare interviste, qualcuno dovrebbe pensarci due volte.



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