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FINANZA/ Sapelli: Italia, c’è un nuovo "crac" da evitare

Secondo GIULIO SAPELLI, bisogna abbandonare l’idea che gli aiuti debbano arrivare solo dall’Europa. Per l’Italia è tempo di interventi più decisi e diretti nell’economia

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Durante la settimana in corso - che segue quella in cui la decisione di Mario Draghi di far acquistare alla Bce in maniera illimitata titoli di stato dell’Eurozona ha riportato speranza sui mercati - ci saranno alcuni avvenimenti di notevole importanza. Il principale e il più atteso è per domani, quando arriverà la sentenza della Corte Costituzionale tedesca sul fondo salva-stati Esm, che potrà anche avere effetti sulle operazioni della Bce riguardanti i titoli di stato. Fortunatamente, i segnali e i rumors che si susseguono sia nelle piazze finanziarie che negli ambienti politici sembrano indicare che dalla corte di Karlsruhe arriverà un parere positivo. Si tratterebbe di un importantissimo segnale di cambiamento culturale in corso nei vertici della politica tedesca. Come ha sottolineato ieri George Soros sul Financial Times, la Germania probabilmente sta cominciando lentamente ad abbandonare la sua linea economica deflazionistica, che può provocare consistenti danni non solo all’economia finanziaria, ma soprattutto all’economia reale.

Il secondo evento importante della settimana (anch'esso di domani) riguarda le elezioni olandesi. A quanto pare, il vecchio partito laburista e il nuovo partito socialista non porteranno avanti quelle politiche anti-euro che ci si aspettava di vedere prevalenti nell’opinione pubblica. Si tratta di una buona notizia, perché se le cose andassero diversamente si potrebbero riaccendere atteggiamenti simili anche in Germania. Un terzo appuntamento si terrà oggi, quando il primo ministro greco Antonis Samaras incontrerà Mario Draghi per discutere della difficile situazione di Atene.

Naturalmente questa serie di avvenimenti non muta il contesto generale che non può che provocare ansietà non solo sui mercati, ma anche negli osservatori. Il dubbio di fondo, sollevato già da alcuni economisti americani dato che vale anche per gli Usa e non solo per l’Europa, è se gli interventi della banca centrale sul debito sovrano potranno realmente alleggerire o migliorare la situazione dell’economia reale. Si dice infatti che dovrebbero consentire alle banche di liberare risorse da riversare sull’economia reale, ma l’esperienza insegna che fino a oggi questa benevolente ipotesi non si è avverata.

Nonostante quello che dicono i gruppi dirigenti delle banche europee, il credit crunch è ancora persistente, e sarebbe ancora più forte se non fosse per il settore del credito cooperativo. Settore che però ha instaurato un forte braccio di ferro con la stessa Bce. Queste banche, che in molti casi hanno salvato l’industria manifatturiera dell’Europa del Sud, non vorrebbero avere l’Eurotower come supervisor e non vorrebbero essere soggette alle stesse tecniche di accountability valide per le banche capitalistiche. Il futuro di molte imprese potrebbe quindi dipendere dall’esito di questa battaglia.


COMMENTI
11/09/2012 - ci si dimentica che (Fabrizio Terruzzi)

si ripete ossessivamente che "bisogna fare qualcosa per il lavoro" ma ci si dimentica che a creare i posti di lavoro sono le aziende. Creiamo posti di lavoro dando dei contributi (temporanei) per ogni assunzione a tempo indeterminato? Del tutto inutile. Per essere competitivi in un mercato globalizzato e far tornare la voglia di investire ci vuole ben altro. Molto, ma molto, ma molto "ben altro".

 
11/09/2012 - scendendo dall'aereo (antonio petrina)

egr sapelli, dall'aereo della sua immagine si vede la terra dopo la schiarita delle nuvole ( leggi intervento Bce): il pericolo su questa terra è di nuovo alle porte,ma non più dal cielo !Quale? Che il pareggio dei conti si debba conquistare con tagli tucur e nuova recessione perchè l'aumento della pressione fiscale serve a colmare i tagli e così via di questo passo!