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BEFERA/ Arrigo: le tasse italiane? Come una partita tra due bari

Attilio Befera (Infophoto) Attilio Befera (Infophoto)

In Italia il gioco tra contribuente e fisco è come la partita tra due bari. Il contribuente baro è l’evasore, ma il fisco baro è lo Stato che modifica a piacimento la legislazione fiscale per incassare di più e crea dei costi al cittadino per difendersi da tasse non dovute, in modo tale che quest’ultimo piuttosto che affrontare l’amministrazione finanziaria preferisca pagare. In questo gioco chi ci rimette sono i contribuenti che per scelta o per condizione non sono né vogliono essere dei bari.

 

Befera ha criticato la “proliferazione di agevolazioni”. Quali andrebbero eliminate?

 

Attenzione a chiamare agevolazioni delle deduzioni o detrazioni fiscali che servono per adattare il vestito fiscale alle misure del contribuente. Le detrazioni per i figli a carico non possono essere chiamate agevolazioni. Quest’ultimo termine equivale a dare un giudizio di valore. E perché allora non chiamare l’assenza di agevolazioni una “penalizzazione”? Oggi il fisco è molto articolato e può essere riordinato, ma si basa su un sistema di contrappesi che servono per rispettare l’equità orizzontale e verticale.

 

Con la legge delega per la revisione del sistema fiscale, ci si sta muovendo nella direzione giusta?

Io ho aspettative negative, per il fatto che la legge delega si fa in quanto il fisco ha un grande bisogno di risorse per i suoi obiettivi di equilibrio di bilancio. L’obiettivo del gettito fiscale e quello dell’equità della macchina fiscale sono di per sé contraddittori. Siccome questo governo sta perseguendo il gettito, non mi aspetto che la legge delega vada nella direzione dell’equità fiscale.

 

Intanto l’Agenzia delle Entrate fa sapere che lo scorso anno dalla lotta all’evasione fiscale sono arrivati 12,7 miliardi di euro

La mia riserva è su ciò che si intenda per evasione, visto che non è spiegato. Ritengo che per loro evasione significhi soltanto “imposte non pagate”, e che quindi i 12,7 miliardi includano anche l’esito della riscossione coattiva. Una cifra che può includere tanti casi diversi, per esempio il contribuente che non paga le tasse semplicemente perché non ha le risorse per farlo, senza però falsificare la dichiarazione dei redditi. Ben diverso è il discorso relativo agli imponibili nascosti dai contribuenti, e scoperti dall’amministrazione grazie ai controlli.

 

(Pietro Vernizzi)

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