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CORTE TEDESCA/ Il giurista: ecco cosa accadrà dopo la sentenza sul Fondo salva-stati

Pubblicazione:mercoledì 12 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 12 settembre 2012, 13.01

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Anche in questo caso è necessario fare una considerazione di carattere generale: il diritto comunitario è caratterizzato da un tecnicismo quasi insopportabile, paurosamente “bizantino”. E’ quindi difficile che il cittadino medio possa cogliere il senso delle scelte e dei passi che si compiono a quel livello. E’ importante dunque che tale struttura venga trasformata in qualcosa di più chiaro e lineare, per giungere a un controllo democratico e alla costruzione di un’opinione pubblica europea, altrimenti all’interno degli uffici dell’Unione si continuerà a procedere in modo “esoterico”, contrapponendo a queste scelte un’opinione pubblica che reagisce sostanzialmente di pancia.

Il costituzionalista tedesco Mattias Kumm, accademico della Humboldt Unviversitaet di Berlino, aveva previsto una "sentenza storica": un "sì, ma" che dovrebbe spingere verso un nuovo tentativo di Costituzione europea. Cosa ne pensa?

E’ chiaro che per come stanno le cose ora non si va da nessuna parte. O si raggiunge un sistema semplificato, realmente federale, oppure torniamo indietro, smontiamo l’euro e ci riprendiamo la valuta nazionale. Siamo in una fase di “un non più e non ancora”: non ci sono più gli Stati nazionali ma non c’è ancora una federazione di Stati. E’ senza dubbio la situazione peggiore in cui ci possiamo trovare.

 

(Claudio Perlini)

 



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