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FONDO SALVA STATI/ La Corte costituzionale tedesca dà un sì condizionato

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Fondo salva Stati, l'ok della Corte tedesca - Era stato definito il giorno della verità, quello in cui l'Alta corte costituzionale tedesca avrebbe dato il suo parere sul progetto di fondo salva Stati. Un giorno atteso da tutti i protagonisti dell'economia europea, Banca centrale in primis, una idea che era sempre stata fortemente contestata dalla Germania stessa. In realtà nelle ultime settimane era apparso chiaro un po' a tutti che la Corte tedesca avrebbe finito per dare la sua approvazione, anche per via del cambiamento di atteggiamento di Angela Merkel, e nonostante la presenza sempre molto forte dei cosiddetti falchi tedeschi contrari a certe concessioni a favore degli Stati in crisi economica. Un no dell'Alta corte secondo gli esperti avrebbe significato la mancata adesione della Germania al progetto e quindi l'impossibilità di raggiungere il quorum del 90% del capitale indispensabile per dare via al meccanismo permanente. Secondo il costituzionalista tedesco Mattias Kumm, accademico della Humboldt Unviversitaet di Berlino, c'era la certezza di quella che lui ha definito una sentenza storica, una sentenza che potrà portare adesso a una nuova costituzione europea. Insomma, la data di oggi poteva significare la fine dell'Unione europea, e invece potrà significare il suo rilancio. Oggi tra l'altro José Barroso parlerà sullo Stato dell'Unione: è previsto che annunci la supervisione unica da parte della Bce su tutte le circa 6mila banche dell'Eurozona. La Corte ha detto sì, ma comunque si tratta di un sì condizionato: l'impegno economico della Germania, secondo i giudici, dovrà infatti essere sottoposto a precisi vincoli. I pagamenti della Germania cioè non devono superare i limiti nel trattato senza l'approvazione del popolo tedesco. Nessun pagamento insomma da parte tedesca che superi i 190 miliardi di euro già destinati all'Esm. Immediata la reazione positiva delle Borse europee con conseguente discesa dello spread. Secondo indiscrezioni il primo Paese che potrà adesso accedere ai finanziamenti sarà la Spagna: lo aveva infatti annunciato in una intervista qualche giorno fa il premier spagnolo. 



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