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SPILLO/ Merkel come Kohl: lo scatto della Germania

La sentenza della Corte costituzionale tedesca, spiega GIANNI CREDIT, ha un’importanza storica e permette alla Germania di Angela Merkel di fare uno scatto in avanti

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE TEDESCA. Spillo anzitutto all’autore di questa noticina che - alcuni mesi fa - aveva titolato sul Sussidiario il suo foglio di diario: “La Merkel ha quasi perso ma ha sempre ragione lei”. Nelle ultime ore, dopo la sentenza dell’Alta corte tedesca sulla legittimità costituzionale del Fondo salva-Stati, la cronaca ha registrato molti dettagli, a modo loro tutto “storici”. Vi sareste aspettati una standing ovation dell’Europarlamento al “sì condizionato” di Karlsruhe? Da oggi lo stesso cancelliere tedesco può presentarsi al suo elettorato - che l’attende al varco entro un anno - dicendo “Mi manda l’Europa”: ma non le burocrazie Ue, quanto la democrazia dei popoli europei rappresentata da Strasburgo. E i parlamentari europei sanno ben distinguere il coraggio di un’istituzione autonoma - ma non tecnocratica - come la Corte costituzionale dalle fredde direttive dei banchieri: laddove, peraltro, i magistrati supremi della Repubblica federale hanno avallato uno strumento anti-crisi che ha avuto nei tecnocrati italiani (Mario Monti e, soprattutto, il presidente della Bce, Mario Draghi) tra i più convinti fautori.

La Germania ha battuto il suo colpo (compresa la Bundesbank, che legittimamente esprime e difende la sua autonomia di giudizio): è uno scatto che ricorda, più di vent’anni fa, quello del predecessore della Merkel: Helmut Kohl, un altro cristiano sociale, un altro leader europeo ispirato dall’“economia sociale (sussidiaria) di mercato”. Anche ai tempi della riunificazione la Bundesbank era contro l’“Opa” della Germania Ovest sull’ormai ex Germania sovietica, dopo la caduta del muro. Perché di “acquisizione” si trattò, incorporando anche il costo politico di mettere in mano a 17 milioni di tedeschi oltre l’Elba marchi con lo stesso valore nominale di quelli che, all’ovest, incorporavano la produttività e la competitività della Deutschland AG.

La Germania ha deciso - democraticamente e contro il parere dei suoi banchieri centrali - di tenere gli euro nelle tasche di tutti i 17 paesi-membri dell’euro-zona: compresa la Grecia, la Spagna e anche l’Italia. È una scommessa ancora da perfezionare e da verificare: sui mercati della finanza e su quelli della politica. Ma da oggi sono gli altri che devono inseguire: la Germania dentro l’Europa (sempre più identificata dall’eurozona, a maggior ragione dopo il varo dell’“unione bancaria”) e l’Eurozona fuori dall’Europa.


COMMENTI
13/09/2012 - Fa bene a non firmarsi (Moeller Martin)

Poche righe ma tanti errori: fa bene a non firmarsi! 1) Kohl e la Merkel non sono cristiano sociali ma cristiano democratici, che è un'altro partito! 2) L'economia tedesca non si basa su un sistema di mercato sociale nel senso di sussidiarietà secondo l'interpretazione comune italiana, ma su una economia di mercato tra le più liberali ed uno stato concentrato su un minimo di attività strategiche ed abbastanza efficiente nella erogazione di prestazioni e di servizi. 3) La Bundesbank è la banca di stato ed in quanto tale non è gestita dai banchieri. 4) La Merkel è stata la pupilla di Kohl prima di diventare cancelliera. 5) Le coalizioni in Germania si decidono dopo le elezioni e non prima. La grande coalizione è un governo politico come tutti gli altri e non ha nulla a che spartire con le ammucchiate o i governi di solidarietà evocati da Casini. 6) Il presidente della Bundesbank, Jens Weidman, è il pupillo della Merkel. Non si faranno mai la guerra. Vedere per credere: http://www.ftd.de/karriere/management/:jens-weidmann-merkels-ordnungspolitiker/43918.html Non so se abbia battuto un colpo, ma di sicuro la Merkel ha confermato di essere una grandissima statista. Chi lo nega non ha capito che quella da sola si sta costruendo l'Europa come piace a Lei e alla Germania, in barba a tutti i suoi detrattori e furbissimi antagonisti tipo Monti o Hollande. Diamole la cittadinanza onoraria e il seggio di senatore a vita. Si sa mai che accetti di governarci...

 
12/09/2012 - Un nuovo compito per Monti (Giuseppe Crippa)

Immagino che Monti ringrazierà con un sorriso Credit per l’autorevole “endorsement” ma declinerà l’invito. Un nuovo compito lo attende: chi meglio di lui potrebbe essere il primo Commissario Europeo eletto a suffragio universale?