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REDDITOMETRO/ Sapelli: dopo il "furto" di Amato un’altra beffa per gli italiani

Pubblicazione:giovedì 13 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 18 settembre 2012, 14.41

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In Italia, i giornali, ovviamente non ne parlano, ma il Financial Times ci ha dedicato un'intera pagina. Che cosa è successo? Il primo ministro portoghese ha deciso un aumento delle tasse del 20%. Il risultato? Un crollo delle entrate. Inevitabile e scontato.

 

“Guerra” all'evasione fiscale, politica del rigore. Ieri il presidente del Consiglio, Mario Monti, di fronte ai dati negativi del Pil e al crollo dei consumi, ha dichiarato: “Il governo ha contribuito ad aggravare la congiuntura economica, già difficile, con i suoi provvedimenti che però serviranno a un risanamento e a una crescita duratura”. Che dire di fronte a una dichiarazione del genere? Dopo una lunga caduta non è che si risalga molto rapidamente.

 

Non è molto difficile rispondere, a mio avviso. Qui si tratta di non comprendere neppure l'abc dell'economia. Io credo che uno studente di economia che desse una simile risposta, sarebbe respinto, bocciato.

 

(Gianluigi Da Rold)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
13/09/2012 - Utilizzo del redditometro (Moeller Martin)

Anche in altri paesi europei usano il redditometro. Ma la differenza è che loro lo usano con buon senso e solo per stilare gli elenchi dei contribuenti da visitare. Ricordo di essere stato 'beccato' dopo solo 6 mesi nei quali la dichiarazione IVA della mia azienda saliva oltre allo standard. Contattato dal fisco per un eventualmente aggiornamento dei parametri di reddito sui quali versare gli anticipi trimestrali di imposte, sono bastate due righe di risposta affermando che si trattava di coincidenze nella emissione delle fatture e che non si prevedeva questo ritmo per tutto l'anno. In Italia invece il redditometro serve direttamente per stabilire a chi confiscare la casa. Per l'elenco dei contribuenti da visitare si usano i luoghi comuni e l'odio di classe.

 
13/09/2012 - Finalment (Diego Perna)

Bisogna avere il coraggio di portare in politica ciò che ice Sapelli, gli studi di settore sono ciò che più temono le imprese che sono in crisi, più della mancanza di lavoro, lo dico da piccolo imprenditore. È come avere una spada di Damocle sulla testa, si vive con l'ansia di dover dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che non c' è più lavoro in alcuni settori che dipendono dal territorio e dalla ricchezza , che non c' è più del cetomedio. Per quanto riguarda il Portogallo e l' aumento delle tasse e la riduzione delle entrate andate a vedere l'effetto di manovre fiscali sulla nautica italiana e sul calo del gettito dovuto a redditometri e cose del genere.