BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DRAGHI/ Il nuovo "scudo" Omt ancora non c'è, ma fa già bene all'economia

Il numero uno della Bce vede già i "risultati positivi" del secondo e definitivo scudo antispread. Ma resta da convincere ancora qualche dubbioso sulla bontà dell'Omt. Non solo a Berlino

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Il nuovo programma di acquisto di titoli di stato da parte della Bce produce già “risultati positivi”. Ancor prima che i tecnici di Francoforte scrivano materialmente le regole del suo funzionamento.  È bastato infatti dare l’annuncio della sua imminente creazione per calmare i mercati. A dirlo è l’italiano presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, in un’intervista rilasciata oggi al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung. Anche se sia a Berlino, sia nell’Europa del Sud, spiega Draghi, c’è ancora da lavorare per convincere qualcuno della bontà dell’iniziativa dell’Eurotower, a causa delle condizioni collegate al programma.

Il solo annuncio dell’imminente creazione dell’Omt (Outright monetary transactions), la seconda e definitiva versione dello “scudo antispread”, che consentirà alla Bce l’acquisto illimitato di bond nei paesi dell’euro che ne fanno richiesta, sia pure a precise condizionalità - qualcuno parla addirittura di commissariamento -, è stato sufficiente per produrre già "risultati positivi". Secondo Mario Draghi, infatti, "l'annuncio del programma ha contribuito ad innalzare la fiducia nella zona euro e nell'euro in giro per il mondo". “I gestori di fondi”, ha proseguito Draghi rispondendo al suo interlocutore, "stanno riportando i loro soldi in Europa. E questo è positivo per l'economia dell'area euro". Il motivo è presto detto: infatti "gli obblighi che gli stati devono assolvere sono la migliore assicurazione contro il rischio", ha chiosato Draghi.

Il capo dell’istituto che ha sede a Francoforte, si legge nell'intervista, si è poi detto contrario a un haircut, ovvero ad una svalutazione, sul debito greco attualmente detenuto dalla banca centrale.

Anche se gli spread di Italia e Spagna hanno chiuso rispettivamente a 345 e 407, ieri le Borse di tutta Europa, nonostante i buoni auspici di Mario Draghi, hanno chiuso in rosso. Il Ftse Mib ha terminato la seduta a -1,07%, il Cac-40 a -1,18% e il Dax a -0,45%. Ma il risultato, secondo gli analisti, è da attribuire a due concause: la prima è costituita dal fatto che si è trattato di una giornata di realizzi. La seconda dipende dall’attesa per le decisioni della Federal reserve che in Europa sono giunte a mercati ormai chiusi.