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FIAT/ Il "tradimento" di Marchionne fa tremare Mirafiori e Melfi

Pubblicazione:sabato 15 settembre 2012

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Difficile a dirsi, però anche in quell'occasione Marchionne tornò a parlare dell’eccesso di capacità produttiva presente in Europa, quindi con ogni probabilità già immaginava che prima o poi si sarebbe potuti arrivare a una contrazione. Credo inoltre che la stessa idea fosse presente anche un anno fa, quando iniziò la campagna sui contratti e le vicende di Pomigliano e Mirafiori: ho l’impressione che anche in quel caso Marchionne vedesse l’Italia come l’anello debole dello scenario europeo e la Fiat in forte difficoltà.

 

Qual è dunque adesso il rapporto tra Fiat e Chrysler?

 

La rapidità con cui la Fiat ha acquisito Chrysler fa certamente riflettere. Siamo arrivati a un punto in cui sembra che in realtà, anche se gli Agnelli possiedono la quota maggioritaria della Chrysler, sia proprio la casa americana ad aver totalmente assorbito la Fiat sul piano industriale. Insomma, quella che in questi casi dovrebbe essere una normale sinergia si sta trasformando in qualcosa che somiglia a uno scambio ineguale.

 

Marchionne scoprirà le carte solo a ottobre. Cosa aspettarci?

 

Sicuramente la chiusura di altri stabilimenti. Senza gli investimenti promessi comprendo facilmente la preoccupazione che in queste ore i sindacati stanno esprimendo riguardo Mirafiori, mentre nel caso in cui la produzione della Nuova Punto dovesse slittare ancora anche i lavoratori di Melfi avrebbero di che temere. In attesa di vedere cosa accadrà, è però ormai chiara l’intenzione di Marchionne di volersi allontanare dall’Italia: da tempo sappiamo che l’asse si sarebbe spostato verso gli Stati Uniti, ma che poi non ci sarebbe stata una ricaduta sull’Italia, come promesso, non era assolutamente così scontato.

 

(Claudio Perlini) 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
15/09/2012 - Fiat in fuga (Diego Perna)

Vi ricordate quando si disse che produrre un auto in Sicila costava 1000 euro in più? La Sicial era lontana E quindi da un certo punto di vista, quelo della produttivitá dell ' efficienza e dei costi generali non era infine così sbagliato lasciare a casa 2000 persone. Oggi perchè ci meravigliamo che Marchionne voglia andar via anche dall Italia ? A guardar bene , i problemi sono gli stessi. Buona Serata