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REDDITOMETRO/ Il commercialista: vi spiego come funziona il “radar” del fisco

PAOLO COSTANZO (con la collaborazione di Francesca Bea) ci spiega come funziona il redditometro con cui, secondo quanto ha annunciato Attilio Befera, gli italiani dovranno fare i conti

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L’entità del debito pubblico del nostro Paese, pari a circa 2.000 miliardi di euro e a oltre il 120% del Pil, ha reso ancor più stringente l’adozione di misure volte a combattere l’evasione fiscale. Indubbiamente, la radiografia delle dichiarazioni dei redditi in Italia, da cui emerge che solo il 10% circa degli italiani dichiara redditi lordi superiori a 35.000 euro, certifica che il fenomeno è estremamente diffuso e che sono necessari strumenti efficaci per dirimerlo.

Se da un lato la pressione fiscale ha raggiunto livelli tali da aggravare la recessione economica, contribuendo alla flessione dei consumi più grave del dopoguerra, dall’altro non si può negare che i contribuenti onesti non possono continuare a essere gli unici a contribuire alle spese dello Stato. La leva fiscale ha storicamente rappresentato lo strumento più semplice utilizzato dal legislatore per finanziare la spesa pubblica, ma l’entità della pressione fiscale rischia di creare un circolo vizioso le cui conseguenze diverrebbero insanabili. Occorre quindi ridurre sensibilmente la spesa pubblica, tagliando gli sprechi, pianificare la dismissione di quella porzione del patrimonio dello Stato, la cui malagestio ne sta deteriorando il valore e avviare una reale ed efficace lotta all’evasione.

In occasione dell’audizione alla Commissione finanza della Camera, Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha annunciato che il nuovo redditometro entrerà in vigore entro fine ottobre. Tale strumento di accertamento sintetico, finalizzato a misurare il rischio di evasione dei contribuenti persone fisiche, era stato introdotto dall’art. 22 del D.L. 78/2010 (convertito dalla legge 122/2010) a modifica dei commi dal 4 all’8 dell’art. 38 Dpr 600/73 ed era già stato presentato alle Associazioni di categoria e agli Ordini professionali il 25 ottobre 2011, ma è sinora rimasto in fase di sperimentazione per essere modificato e integrato al fine di massimizzarne l’efficacia e accuratezza.

È opportuno innanzitutto puntualizzare che il sistema sarà costituito da due forme di redditometro: una per la selezione preventiva e l’altra per il controllo. In particolare, è ancora in fase di finalizzazione il software, basato su un modello statistico di regressione lineare, che permetterà di selezionare quali siano i contribuenti a maggior rischio di evasione. Il sistema è basato su 100 indicatori di “capacità contributiva” (vedi la prima tabella più in basso che riporta le voci di spesa): spese di ogni genere e non soltanto beni di lusso, individuati sulla base di un campione di contribuenti tipo e ponderati in base alla tipologia di nucleo famigliare (vedi la seconda tabella più in basso relativa ai nuclei familiari) e all’area geografica di appartenenza, per tener conto delle differenze del costo della vita.