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FIAT/ Marchionne, gli "autogol" dell'intervista

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Sergio Marchionne  Sergio Marchionne

Marchionne ha dichiarato che non investe perché ciò non sarebbe redditizio, e aspetta di poter avere un ritorno per i costi fissi che non sarebbero coperti. Cita anche il caso di General Motors, che in un decennio ha investito 12 miliardi di dollari su Opel per rinnovare la gamma, ma i suoi risultati sono stati peggiori di Fiat. In tutto ciò ci sono degli elementi contrastanti.

In che senso?

Ci sono delle affermazioni che avrebbero dovuto essere meglio qualificate. Negli stabilimenti Fiat si sono tenuti dei referendum nei quali la linea Marchionne è risultata vincente, e la legge sul lavoro è stata modificata. Bisognerebbe quindi capire che cosa intende l’ad di Fiat quando afferma: “Io mi impegno, ma non posso farlo da solo, c’è bisogno dell’impegno dell’Italia”. Secondo l’ad, quali sono le contropartite che l’Italia può mettere sul banco per associarsi all’impegno di Fiat? Vanno modificate ulteriormente le relazioni industriali, o realizzata una politica industriale attiva?

Secondo i dati Acea intanto, il mercato dell’auto europeo in agosto ha perso l’8,9% rispetto allo stesso mese del 2011 …

E’ un dato che riflette la situazione macroeconomica. Il quadro è negativo ovunque, forse in Germania è un po’ più roseo, ma anche per quanto riguarda i tedeschi dovremo vedere come saranno messi tra qualche mese. Con una fascia sempre più ampia della popolazione che non ha reddito o è in cassa integrazione, la disoccupazione è in aumento e non ci sono prospettive positive per il futuro, non si capisce perché si dovrebbero acquistare auto che sono un prodotto rinviabile nel tempo. Quello del consumatore che non compra è quindi un comportamento razionale.

Senza consumi è difficile che l’economia possa ripartire …

Non siamo più nella prima motorizzazione degli anni ’60. Se io ho un’auto che va bene, posso tenerla tranquillamente anche per 15 anni di seguito. Questi risultati però manifestano una situazione macroeconomica più o meno differenziata tra i Paesi. Ovviamente è difficile per l’Italia, ma lo è a maggior ragione in Grecia.

Come si spiega che in Spagna e Regno Unito il mercato dell’auto stia andando meglio che in Germania?

La Germania ha tirato molto nel passato, prima o poi dovrà rifiatare, e anche le sue prospettive di Pil non sono più le stesse dell’anno scorso. Una parte consistente del Prodotto interno lordo tedesco è dato dall’export, e non è detto che continuerà a crescere come in passato. I dati sul mercato automobilistico andrebbero quindi inseriti in un contesto macroeconomico e in un arco temporale di più ampio respiro.

 

(Pietro Vernizzi)



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