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FINANZA/ Sapelli: Usa-Germania, una guerra che "fa fuori" l’Italia

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Appena Sarkozy è caduto e si son potute superare le resistenze di Dassault, al quale l’ex Presidente francese era così legato, ecco emergere un’operazione che il Ceo di Eads Tom Enders perseguiva da anni, al fine di disintermediare da una subalternità politica asfissiante e “lottizzata tra nazioni” (con la rotazione dei top manager tra Francia e Germania in Eads in una estenuante perdita di efficienza), unendosi all’operatore Uk che ha i più solidi legami con il mercato e il procurement pubblico Usa.

Eads è compartecipata da Francia, Germania e Spagna, mentre Bae è saldamente in mano inglese. I rispettivi governi hanno avuto evidentemente un ruolo decisivo. L’Italia non è stata neppure consultata in un’operazione che cambierà il volto della manifattura europea di alta gamma tecnologica. Eppure Finmeccanica collaborava da tempo sia con Eads sia con Bae con cui possiede Eurofighter, che aveva costruito il Typhoon che purtroppo ha perso l’anno scorso un’importante gara in India a vantaggio dei produttori francesi Dassault, appunto.

La Germania torna in gioco con vigore nonostante l’aspro confronto con gli Usa in corso sul fronte monetario, mentre l’Italia, invece, grazie anche alla mortificazione giudiziaria di Finmeccanica, rende manifesta la sua essenza: l’essere “Paese” subalterno e privo di forza internazionale propria, nonostante la propaganda accurata che si fa sull’autorevolezza provvidenziale e magica del Senatore a Vita Mario Monti.

Il tutto mentre a pochi decine di chilometri dall’Italia si consuma la tragedia dell’assassinio dell’ambasciatore americano a Bengasi in un crescendo d’incapacità nordamericana di saper proteggere i suoi dirigenti che muoiono da eroi. E in un crescendo di un fanatismo sempre più spietato che viene esaltato da operazioni mediatiche per lo meno dubbie o sprovvedute e irrispettose della fede altrui. L’incapacità nord-americana di stabilizzare l’area nord- africana e del Golfo emerge in tutta evidenza.

I sauditi sono preoccupatissimi di come si stanno evolvendo le primavere arabe che vedono sempre più come una diretta minaccia al loro dominio. Infatti, il peso dell’ Iran non diminuisce, ma si accresce e diviene pericolosissimo soprattutto con la divisione tra Russia e Usa in merito alla Siria. L’alleanza nordamericana con la Turchia, che si concretava di fatto nell’annessione geostrategica a quest’ultime della Siria, non riesce a concretarsi e tutto sprofonderà ora in una serie di orrende carneficine. E pensare che da secoli quelle terre sono state governate sempre da guerre e soprattutto da accordi tra le tre grandi potenze culturali dell’area: l’Arabia, la Turchia e la Persia.


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COMMENTI
18/09/2012 - L'Europa unita: uno sfottò? (celestino ferraro)

Sic stantibus rebus, a chi e a che torna utile essere Stato dela Ue? Tanto varrebbe che ce ne stessimo pee i fatti nostri a curare i nostri interessi in assoluta liberà.

 
18/09/2012 - bell'articolo ma occorre andare avanti (francesco taddei)

scusate ma visto che le campagne d'italia sono cicliche, cambia solo la nazione guida non sarebbe il caso di ricostruire un legame nazionale, un senso di comunità, che si rifletta nella difesa degli interessi nazionali e che la smetta con la litania "ce lo chide l'europa" (non ce lo chiede l'europa ma le nazioni concorrenti alle quali i nostri governanti fanno a gara ad essere subalterni)?