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Economia e Finanza

FIAT/ 1. Marchionne ha ragione, ma non si può dire (in Italia)

Sergio Marchionne (Infophoto)Sergio Marchionne (Infophoto)

La banca svizzera Ubs ha calcolato che i costi dell’eccesso di capacità produttiva nel settore auto europeo ammontano a 7, 4 miliardi di euro. Per questo tutti hanno lo stesso problema e si pongono la stessa domanda che si sta ponendo Fiat: che senso ha investire una marea di denaro per produrre auto che nessuno compra? E non si comprano non perché siano Fiat, siano brutte o fatte male (lasciamo volentieri ai tecnici queste affermazioni), ma soltanto perché sono diminuite le persone che acquistano auto in Europa e in Italia. Le quote di mercato stabili del Lingotto dimostrano che non c’è qualcun altro che va bene, mentre va male solo Fiat. Tutti vanno male perché non vendono e tutti hanno il problema di produrre più di quanto il mercato sia in grado di comprare. In questo caso si possono fare solo due cose: esportare fuori dell’Europa le auto prodotte qui (e non si può dire che Marchionne non ci stia provando), oppure ridurre la produzione facendo massiccio ricorso alla cassa integrazione (che Fiat fa già largamente), chiudendo impianti, vendendoli o dandoli in uso ad altri (il Lingotto sta discutendo con Mazda).

Non c’è altra strada, almeno se la crisi durerà ancora a lungo, come sembra. Alix Partner, una società di consulenza, ha ipotizzato che in Europa si tornerà ai livelli normali solo nel 2020. Un bagno di sangue, in senso figurato, s’intende, per Fiat e per tutti gli altri. Perché, con il calo delle vendite, sono già cominciate le battaglie sui margini e, già oggi, non c’è un solo costruttore che si può vantare di chiudere i conti europei in pari. Immaginiamo che, per un momento, Marchionne dia retta ai suoi detrattori o ai sindacati e investa miliardi per produrre di più e fare nuovi modelli. Chi li comprerebbe? E quanto perderebbe Fiat? Miliardi, che, nel giro di qualche anno, porterebbero l’azienda vicina al fallimento e quindi alla chiusura di tutte le fabbriche in Italia e all’estero.

Perché, allora, potrebbe dire qualcuno, Fiat ha appena inaugurato una fabbrica in Serbia dove produce la 500L?

 

 


COMMENTI
19/09/2012 - fiat (franco saro)

Oggi il ceo di Porsche (Gruppo Volkswagen), Matthias Muller, ha dichiarato che l’azienda sta vendendo meno di quanto previsto e, per mantenere alta la redditività, rimanderà la presentazione di nuovi modelli e rallenterà la produzione. Quello che scrive il Corriere, e che ilSussidiario.net aveva già scritto, è vero: a Volkswagen interessa comprare il marchio Alfa Romeo con una fabbrica per produrre le auto del Biscione in Italia. I colloqui con Fiat sono iniziati più o meno due anni fa e si sono interrotti mille volte. È una questione di prezzo. I dazi, invece, sono una questione spinosa perché devono essere decisi a livello europeo e andrebbero a colpire i pochi costruttori che non hanno impianti nella Ue, come i coreani. Saluti.

 
19/09/2012 - Fiat (Claudio Baleani)

Per me Marchionne va benissimo. E’ la FIAT che va male e l’Italia. La FIAT è passata dal 60% del mercato italiano a meno del 30. Quando uno dissipa un patrimonio così è perché non capisce niente, ma non è colpa di Marchionne. Ha iniziato Romiti. Il punto è: che vogliamo fare? Dove stanno queste innovazioni tecnologiche e di sistema industriale? Se non ci sono e se per fare qualunque cosa è in Italia così difficile io saluterei tutti e chiuderei i battenti. Ciao.

 
19/09/2012 - Marchionne ha fallito (Luca Rossini)

Mi chiedo come si possa definire manager di successo uno che ha rilanciato una azienda con i soldi pubblici dei contribuenti americani e sbagliando clamorosamente (presumendo la sua buona fede) le previsioni del progetto Fabbria Italia. Che la capacità produttiva del settore automobilistico europeo fosse in eccesso lo sapeva, già due anni fa, qualunque persona capace di intendere e di volere. Se FIAT è una azienda decotta che resta in piedi, come dice lo stesso Marchionne, solo perché finanziata da Crysler (cioè dai contribuenti americani), mi chiedo perché non la chiuda e continui invece a drenare anche le risorse dei contribuenti italiani con la cassa integrazione. Se è vero quello che scrive il Corriere di oggi, che smentisce l'articolo de Il Sussidiario, ci sarebbe l'interessamento della Volkswagen per tutti o alcuni deli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Melfi e Pomigliano. E la Porsche non riesce a stare dietro agli ordini... La verità è che in Europa o si ha la produttività dei tedeschi, oppure bisogna puntare sulla fascia di mercato alta, non produrre utilitarie e frigoriferi a quattro ruote come la Multipla.

 
19/09/2012 - Cicli FIAT (Giuseppe Crippa)

A mio avviso FIAT dovrebbe continuare a fare l’unica (o quasi) cosa che sa fare, cioè le auto. E’ il governo che non ha fatto l’unica cosa che avrebbe dovuto fare, cioè imporre dazi sulle auto extraeuropee e sui relativi ricambi: questo avrebbe sicuramente mitigato l’impatto di questa crisi di vendite. Colgo l’occasione per ricordare al signor Perna che mi deve un caffè per una recente scommessa sul comportamento della corte costituzionale tedesca che è stata puntuale nell’emettere la sua sentenza il 12 settembre. Me lo offrirà quando ci incontreremo (se mai accadrà)…

 
19/09/2012 - Biciclette Fiat (Duilio Sala)

Ma per salvare tutti i posti di lavoro la Fiat dovrebbe produrre ( a occhio ) circa 300 milioni di biciclette all'anno ! Troppe per l'Italia. Allora dovrebbe trasferire tutte le fabbriche in Cina ,dove il prodotto biciclette "tira".Ma saremmo ancora al punto di partenza... Saluti

 
19/09/2012 - un dubbio (Corrado Brizio)

Non so dire chi ha ragione o chi ha torto, posso però osservare una cosa, che può porre qualche ulteriore domanda. Immediatamente prima dell'avvento dell'euro una utilitaria costava circa 9 milioni di lire (milione più, milione meno). Dall'introduzione dell'euro, una utilitaria ha subito aumenti che l'hanno portata ad un prezzo (base) di 9 mila euro, vale a dire 18 milioni delle vecchie lire. Gli stipendi dei dipendenti sono rimasti invariati e sono stati convertiti semplicemente in euro, godendo unicamente dei classici aumenti contrattuali. Molti dei componenti (come per tantissimi altri prodotti) possono essere acquistati a prezzi decisamente più bassi su un mercato che si è fatto sempre più globale (i bellissimi prodotti della Apple, che anch'io utilizzo, insegnano), con ricarichi alla vendita una volta impensabili. Quindi la domanda da porsi, mi pare, non è tanto chi ha ragione o chi ha torto, ma, se i costi sono spessissimo diminuiti e i prezzi raddoppiati, chi si è avvantaggiato in questi anni? Perché non è stato messo in campo alcun controllo? Chi può eventualmente lamentarsi e chi no? Qual è la logica di un pur lecito profitto? Alcuni settori poi sono stati penalizzati dall'avvento di nuove tecnologie e patiscono letteralmente la fame e sono costrette a svendere il proprio lavoro (magari proprio a quelle aziende che hanno raddoppiato i propri prezzi) con difficoltà enormi a reinventarsi. Ma questo è tutto un altro discorso. Con stima. Brizio Corrado

 
19/09/2012 - BiciFiat (Diego Perna)

Se fossi Marchionne costruirei bici elettriche innovative, anche a Termini Imerese. La macchina si può affittare nel weekend, se proprio serve, o per le vacanze. Al costo della sola assicurazione, 800 euro annue ci vengono 8 / 10 noleggi, bollo auto, 3/4 noleggi, manutenzione2/3 noleggi. Totale circa 15 week end. Andando in bici si risparmia sul costo della benzina che serve per andare in macchina a noleggio. Meno auto meno traffico più posteggi e se i mezzi pubblici aiutano si disinquinano le cittá. Buona giornata