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FIAT/ 1. Marchionne ha ragione, ma non si può dire (in Italia)

Pubblicazione:mercoledì 19 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 19 settembre 2012, 9.40

Sergio Marchionne (Infophoto) Sergio Marchionne (Infophoto)

Mi rendo conto che la mia è una posizione controcorrente, che in questi giorni vanno di moda coloro che sparano a zero su Fiat (anche sulle pagine a pagamento dei giornali) e che sono così sicuri di sé da dare degli “ordini” all’amministratore delegato Sergio Marchionne su quando, dove e cosa deve produrre. Per questo vorrei farvi (idealmente) una domanda. Facendo finta di avere mille euro in banca da investire, preferireste darli a una società che ha un futuro, guadagna dei soldi e li fa guadagnare anche a voi, oppure a una azienda decotta che potrebbe fallire da un momento all’altro? La risposta è scontata. Perché dovreste buttare i vostri soldi dalla finestra? Non è beneficenza è un’altra cosa, perché qui non si tratta di regalare del denaro a chi ne ha bisogno, ma darli, ad esempio, a un’azienda che, magari, cerca di vendere frigoriferi agli esquimesi o caldissimi piumini d’oca ai Caraibi.

Visto che ci siamo, vorrei porvi un altro quesito: secondo voi è più giusto produrre cose che servono alla gente e vengono vendute, oppure cose che non vengono comperate e si accumulano nei magazzini? Qui la risposta non è scontata. Se foste un operaio che produce una cosa che nessuno vuole, vorreste continuare ad avere un posto di lavoro sicuro, almeno finché potete e sareste disposti a lottare per il vostro sacrosanto interesse personale. Ma la società nel suo complesso non dovrebbe avere dubbi: le risorse, anche quelle umane ed economiche, devono essere allocate dove ottengono i risultati migliori perché sono quelli che assicurano lo sviluppo.

Il ragionamento che fa Marchionne segue appunto queste linee e da questi presupposti occorre partire per capire il comunicato di Fiat Group sulla questione di Fabbrica Italia, così come le ultime dihiarazioni dell'ad di Fiat. Marchionne nell’aprile del 2010 aveva promesso 20 miliardi di euro di investimenti e nuovi modelli di auto. Poi il mercato dell’auto in Europa è crollato a livello di trent’anni fa e i nuovi investimenti italiani non saranno più realizzati o verranno dirottati altrove, e le nuove Fiat resteranno, almeno per il momento, nelle matite dei designer. Con il crollo dei mercati europei tutte le case che fanno auto per il grande pubblico hanno cominciato a soffrire di sovracapacità produttiva e a pensare di chiudere impianti: Peugeot-Citroen ha già annunciato di voler chiudere una fabbrica vicino a Parigi con 8 mila dipendenti e il governo francese gli ha suggerito di farlo in Spagna, Renault vorrebbe farlo, ma essendo controllata dallo Stato Francese non può dirlo, Ford sta pensando di fare a meno di un impianto in Belgio, Mitsubishi lo ha fatto in Olanda, Opel ne chiuderà uno in Germania e persino la “campionessa” Volkswagen comincia a ridurre i ritmi di produzione in patria.


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COMMENTI
19/09/2012 - fiat (franco saro)

Oggi il ceo di Porsche (Gruppo Volkswagen), Matthias Muller, ha dichiarato che l’azienda sta vendendo meno di quanto previsto e, per mantenere alta la redditività, rimanderà la presentazione di nuovi modelli e rallenterà la produzione. Quello che scrive il Corriere, e che ilSussidiario.net aveva già scritto, è vero: a Volkswagen interessa comprare il marchio Alfa Romeo con una fabbrica per produrre le auto del Biscione in Italia. I colloqui con Fiat sono iniziati più o meno due anni fa e si sono interrotti mille volte. È una questione di prezzo. I dazi, invece, sono una questione spinosa perché devono essere decisi a livello europeo e andrebbero a colpire i pochi costruttori che non hanno impianti nella Ue, come i coreani. Saluti.

 
19/09/2012 - Fiat (Claudio Baleani)

Per me Marchionne va benissimo. E’ la FIAT che va male e l’Italia. La FIAT è passata dal 60% del mercato italiano a meno del 30. Quando uno dissipa un patrimonio così è perché non capisce niente, ma non è colpa di Marchionne. Ha iniziato Romiti. Il punto è: che vogliamo fare? Dove stanno queste innovazioni tecnologiche e di sistema industriale? Se non ci sono e se per fare qualunque cosa è in Italia così difficile io saluterei tutti e chiuderei i battenti. Ciao.

 
19/09/2012 - Marchionne ha fallito (Luca Rossini)

Mi chiedo come si possa definire manager di successo uno che ha rilanciato una azienda con i soldi pubblici dei contribuenti americani e sbagliando clamorosamente (presumendo la sua buona fede) le previsioni del progetto Fabbria Italia. Che la capacità produttiva del settore automobilistico europeo fosse in eccesso lo sapeva, già due anni fa, qualunque persona capace di intendere e di volere. Se FIAT è una azienda decotta che resta in piedi, come dice lo stesso Marchionne, solo perché finanziata da Crysler (cioè dai contribuenti americani), mi chiedo perché non la chiuda e continui invece a drenare anche le risorse dei contribuenti italiani con la cassa integrazione. Se è vero quello che scrive il Corriere di oggi, che smentisce l'articolo de Il Sussidiario, ci sarebbe l'interessamento della Volkswagen per tutti o alcuni deli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Melfi e Pomigliano. E la Porsche non riesce a stare dietro agli ordini... La verità è che in Europa o si ha la produttività dei tedeschi, oppure bisogna puntare sulla fascia di mercato alta, non produrre utilitarie e frigoriferi a quattro ruote come la Multipla.

 
19/09/2012 - Cicli FIAT (Giuseppe Crippa)

A mio avviso FIAT dovrebbe continuare a fare l’unica (o quasi) cosa che sa fare, cioè le auto. E’ il governo che non ha fatto l’unica cosa che avrebbe dovuto fare, cioè imporre dazi sulle auto extraeuropee e sui relativi ricambi: questo avrebbe sicuramente mitigato l’impatto di questa crisi di vendite. Colgo l’occasione per ricordare al signor Perna che mi deve un caffè per una recente scommessa sul comportamento della corte costituzionale tedesca che è stata puntuale nell’emettere la sua sentenza il 12 settembre. Me lo offrirà quando ci incontreremo (se mai accadrà)…

 
19/09/2012 - Biciclette Fiat (Duilio Sala)

Ma per salvare tutti i posti di lavoro la Fiat dovrebbe produrre ( a occhio ) circa 300 milioni di biciclette all'anno ! Troppe per l'Italia. Allora dovrebbe trasferire tutte le fabbriche in Cina ,dove il prodotto biciclette "tira".Ma saremmo ancora al punto di partenza... Saluti

 
19/09/2012 - un dubbio (Corrado Brizio)

Non so dire chi ha ragione o chi ha torto, posso però osservare una cosa, che può porre qualche ulteriore domanda. Immediatamente prima dell'avvento dell'euro una utilitaria costava circa 9 milioni di lire (milione più, milione meno). Dall'introduzione dell'euro, una utilitaria ha subito aumenti che l'hanno portata ad un prezzo (base) di 9 mila euro, vale a dire 18 milioni delle vecchie lire. Gli stipendi dei dipendenti sono rimasti invariati e sono stati convertiti semplicemente in euro, godendo unicamente dei classici aumenti contrattuali. Molti dei componenti (come per tantissimi altri prodotti) possono essere acquistati a prezzi decisamente più bassi su un mercato che si è fatto sempre più globale (i bellissimi prodotti della Apple, che anch'io utilizzo, insegnano), con ricarichi alla vendita una volta impensabili. Quindi la domanda da porsi, mi pare, non è tanto chi ha ragione o chi ha torto, ma, se i costi sono spessissimo diminuiti e i prezzi raddoppiati, chi si è avvantaggiato in questi anni? Perché non è stato messo in campo alcun controllo? Chi può eventualmente lamentarsi e chi no? Qual è la logica di un pur lecito profitto? Alcuni settori poi sono stati penalizzati dall'avvento di nuove tecnologie e patiscono letteralmente la fame e sono costrette a svendere il proprio lavoro (magari proprio a quelle aziende che hanno raddoppiato i propri prezzi) con difficoltà enormi a reinventarsi. Ma questo è tutto un altro discorso. Con stima. Brizio Corrado

 
19/09/2012 - BiciFiat (Diego Perna)

Se fossi Marchionne costruirei bici elettriche innovative, anche a Termini Imerese. La macchina si può affittare nel weekend, se proprio serve, o per le vacanze. Al costo della sola assicurazione, 800 euro annue ci vengono 8 / 10 noleggi, bollo auto, 3/4 noleggi, manutenzione2/3 noleggi. Totale circa 15 week end. Andando in bici si risparmia sul costo della benzina che serve per andare in macchina a noleggio. Meno auto meno traffico più posteggi e se i mezzi pubblici aiutano si disinquinano le cittá. Buona giornata