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FIAT/ Ecco perché non si possono più fare auto in Italia

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Si può, per rispondere alla domanda iniziale, immaginare un futuro produttivo per l’auto in Italia. Purché i protagonisti s’impegnino a rispondere a un’altra domanda: cosa bisogna fare per rendere competitiva un’auto (che sia Fiat o Volkswagen poco importa) prodotta dalle nostre parti? È materia di riflessione per il sindacato, per la pubblica amministrazione, per la politica. E, perché no, per la cultura così attenta ai “diritti”, ma di pelle ostile al manufacturing di cui si parla solo per denunciarne i “misfatti”, salvo quando le fabbriche chiudono i battenti.

Ce n’è pure per la Fiat, per carità. Ma attenti a ripetere la litania di “tutto quel che l’Italia ha fatto per la Fiat”. Tra pochi mesi Fiat/Chrysler sarà una realtà unica, con un azionariato che, per due terzi, farà riferimento a investitori internazionali, una sede legale in Olanda (o Londra), Wall Street come Borsa di riferimento e l’80% degli investimenti produttivi (se non di più) fuori dal Bel Paese. Non sarà facile per Marchionne, anche se lo volesse (e non lo vuole) guardare all’Italia con un occhio di riguardo.

A meno che il ceo non possa dire di nuovo, come ai tempi di Cesare Romiti (oggi pentito) ai suoi azionisti: “Ragazzi, i soldi che ci passa l’Italia, in chiaro e sottobanco, non ce li dà nessun altro”. Ma sarebbe un bel guaio.

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COMMENTI
21/09/2012 - In Italia non si faranno piu neanche le cariole (Giovanni Menegatti)

Questo articolo dovrebbero leggerlo il sig Landini il sig Airaudo e la signora Camusso, visto che loro dicono che la Fiat deve!! restare in Italia. Questi signori che sono gli stessi che negli anni trascorsi si sono battuti per foraggiare i signori Agnelli con il nostro denaro, adesso pretenderebbero che Marchionne dopo aver risanato l'azienda che era colassata rimanesse a produrre in Italia alle loro condizioni, che sono superate nel resto del mondo. Io sono sempre stato un lavoratore dipendente, pero vedo che oggi il mondo del lavoro è cambiato, percio bisogna adeguarsi al cambiamento. In Italia ci sono troppe cose che non vanno per attirare gli investimenti la flessibilità del lavoro la giustizia le tasse sul lavoro e sulle imprese, per questo io sono sempre più convinto che (a parte le auto di lusso)se continua cosi non riusciamo a fare più niente in questo paese, spero vivamente di sbagliarmi

 
21/09/2012 - Poteva andare peggio (Moeller Martin)

Vi immaginate che cosa sarebbe successo se avessero dato alla Fiat la Opel? Avremmo una Fiat di fatto tedesca. Comunque, dal punto di vista industriale, la vedo diversamente: 1.) La la Fiat non può abbandonare l'Italia che vale il 40% delle vendite europee. Senza essere il costruttore nazionale questa quota crollerebbe. 2.) Tagli di produzione? Che taglino pure alla Peugeot, alla Renault, alla Volkswagen la quale minaccia di chiudere la Seat se entro il 2014 non fanno utili ecc., ma se la Fiat non sviluppa nuovi modelli per mantenere la propria quaota di mercato, sarà comunque perdente. 3.) La Opel viene ridimensionata per decisione di Detroit/Washington. Oltre a non aggiornare la tecnologia, le viene impedito di vendere fuori dall'Europa mentre si crea concorrenza in casa con il marchio Chevrolet. 4.) Gli acquisti indiani e ancora più quelli cinesi non mirano a produrre automobili in europa ma a acquisire la tecnologia ex Ford. Una volta terminato il 'vampiraggio' taglieranno in Europa.

 
21/09/2012 - anch'io ho una domanda (francesco taddei)

lo sapete che l'iveco daily bimodale utilizza la stessa tecnologia della toyota prius? perchè allora non produrre in italia macchine con tale caratteristica? chi deve rispondere alla domanda, i sindacati o il ceo fiat?

 
21/09/2012 - Domanda (Diego Perna)

È tutto chiaro, mi manca solo un dato, e cioè quanto è la paga di un operaio in Inghilterra.