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Economia e Finanza

MONTI & CRISI/ Campiglio: da Cina e Usa una "martellata" all’Italia

Mario Monti e Vittorio Grilli (Infophoto)Mario Monti e Vittorio Grilli (Infophoto)

Vedo che c’è un elenco di liberalizzazioni e semplificazioni che, nella sostanza, mi sembrano più annunciate che realizzate. Non penso che la riforma del mercato del lavoro, con la rigidità posta sui contratti a tempo determinato, possa essere una soluzione positiva in un momento come questo. Poi ci sono i soliti discorsi sulla burocrazia, sulla lentezza esasperante del processo civile. Non so proprio se tutti questi problemi possono essere risolti nel giro di un anno, che è oltretutto segnato da delle consultazioni elettorali. Anche in questo caso io vedo molta genericità.

 

C’è poi un impegno da parte del governo. In vista del conseguimento del pareggio di bilancio, nei prossimi mesi l’azione dell’esecutivo si incentrerà sulla riduzione del debito pubblico, dando attuazione agli strumenti creati per procedere alla valorizzazione e successiva dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili sia delle partecipazioni pubbliche. Tenuto conto di un ammontare pari all’1% del Pil all’anno.

 

Qui il problema diventa delicato. L’1% del Pil sono 16 miliardi di euro. Ora, credo che non sia semplice mettere in vendita degli immobili in un periodo in cui il mercato immobiliare è bloccato. Forse bisognava pensarci un po’ prima e poi l’operazione va fatta con ragionevole gradualità e in modo ordinato per non creare magari scossoni controproducenti. Poi ci sono le partecipazioni pubbliche e qui si va a toccare un tasto ancora più delicato. E cioè una ondata di messa sul mercato di alcuni pezzi di produzione dello Stato, che sono più che validi, a prezzo di realizzo. E tutto questo sarebbe poco accettabile e non credo che stimolerebbe la crescita italiana.

 

(Gianluigi Da Rold)

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