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Economia e Finanza

FINANZA/ Il "giallo" di Mediobanca

Alberto Nagel (InfoPhoto)Alberto Nagel (InfoPhoto)

Ci si domanda che cosa in realtà sia accaduto nelle stanze di piazzetta Cuccia e come sia stato tutto sistemato sull’asse tra Trieste e Milano, dopo il “dimissionamento” dal Leone di Trieste di Alessandro Perissinotto. È ipotizzabile che qualche “mistero finanziario” sia a conoscenza di pochi eletti. Tuttavia si può immaginare che in questo momento prevalga una sorta di realpolitik, che salvi soprattutto l’immagine di Mediobanca e cerchi di dimostrare la solita compattezza all’esterno della banca d’affari italiana. Con la possibilità reale che i grandi soci del “patto di sindacato” di piazzetta Cuccia tengano strettamente “sotto tutela” l’attuale management. In fondo si può governare Mediobanca anche dal “patto di sindacato”, forse non è più necessario, in un momento come questo, occupare le poltrone del management.

Che cosa trarre da tutto questo? Il meno che si possa dire è una grande saga dell’ipocrisia.

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