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DELLA VALLE-MARCHIONNE/ L’ad Fiat replica al patron di Tod’s: non rompere...

Pubblicazione:lunedì 24 settembre 2012

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Per un po’ ha sopportato. Poi, ha ritenuto che fosse stata oltrepassata la misura. Così, l’amministratore delegato di Fiat, all’ennesima sparata di Diego Della Valle, è sbottato. Da ultimo, il patron di Tod’s, nel corso di un convegno alla Bocconi, in  presenza di centinaia di studenti e dell’ad di Telecom, Franco Bernabé, si era proteso nell’ennesimo attacco contro il Lingotto, definendo il suo managment improvvisato, e denunciando il fatto che i suoi uffici stampa lavorassero di più di quelli di progettazioni. Il riferimento, in particolare, era al comunicato stampa di alcuni giorni fa in cui l’azienda precisava che il progetto Fabbrica Italia era da ritenersi una dichiarazione d’intenti tutt’altro che impegnativa e vincolante e ribadiva che, come qualunque altra realtà imprenditoriale, potesse ritenere di avere le mani libere circa il futuro. «La Fiat è stata presa con le mani nella marmellata perché se ne voleva andare», ha dichiarato, quindi, Della Valle, dopo che nei giorni scorsi aveva accusato Marchionne di essere il vero problema dell’azienda e gli Agnelli di essersi messi nel corso degli anni in tasca ingenti quantitativi di denaro pubblico. L’imprenditore marchigiano ha inoltre imputato all’incapacità dei vertici Fiat la depressione del mercato automobilistico italiano, facendo presente che, se in Italia arrivasse Volkswagen, si metterebbe immediatamente all’opera, costruendo belle macchine e vendendole. «Questi improvvisati della Fiat ci vogliono raccontare perché non fanno automobili in Italia.. La banalità è tale che l'indisponenza viene perché ci si vuole prendere in giro con argomenti non convincenti», ha aggiunto Della Valle, rivendicando il suo ruolo di imprenditore serio e responsabile, che è riuscito a resistere in Italia, anche in tempi di crisi, innovando e investendo in ricerca. Poi, ha concluso il suo intervento facendo presente, ai frequentatori dei salotti buoni a cui non fosse piaciuto il suo attacco, di considerare se l’atteggiamento di migliaia di operai che temono per il proprio futuro possa dirsi elegante. Dura la replica di Marchionne: «Non parliamo di gente che fa borse, io faccio vetture. Con quanto lui investe in un anno in ricerca e sviluppo, noi non ci facciamo nemmeno una parte di un parafango. La smetta di rompere le scatole».

 

 


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