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IL CASO/ Fiat-Governo, un "bluff" che lascia l'Italia senza auto

Pubblicazione:lunedì 24 settembre 2012

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Ritengo che il nodo della questione sia la necessità da parte della Fiat di ristrutturare gli stabilimenti che ha in Italia. La Fiat vorrebbe con tutta probabilità che producessero componenti per le macchine sul mercato americano e anche componenti per la Chrysler da vendere in Europa. Ora, per ottenere tutto questo, la Fiat ha due grandi necessità: la ristrutturazione degli stabilimenti con il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria e nello stesso tempo avere dei contratti di lavoro molto flessibili. Adesso il ministro del Lavoro elimina la Cassa straordinaria e i contratti di lavoro non sono affatto flessibili. C'è quindi una contraddizione tra la politica del governo e le esigenze della Fiat che mi sembra difficilmente componibile.

 

Sostanzialmente lei dice che questo governo ha fatto delle scelte contrarie a quelle che voleva Fiat.

 

Proprio così. Del resto la sensazione che si coglie in questo momento nel Paese è che, a parole, si dice che a tutti interessa che la Fiat debba restare italiana, ma nella sostanza tanti ambienti sembrano interessati a che la Fiat se ne vada. Del resto la Fiat non sta in Confindustria, non condivide lo schema contrattuale che vogliono sia il governo, sia Confindustria, sia i sindacati. Anche alla luce di questo comunicato si vede un percorso quasi tracciato.

 

Scusi, quale tracciato?

 

Io credo che a questo punto, la Fiat non farà altro che aspettare le elezioni, dove con ogni probabilità uscirà vincitore Pierluigi Bersani e il Partito democratico. A questo punto l'impianto fatto da questo governo in materia di mercato di lavoro e di politica d'austerità, resterà tutto in piedi e, a mio avviso, la Fiat se ne andrà, abbandonerà l'Italia.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
24/09/2012 - Commenti sui commenti (Giuseppe Crippa)

Anch’io oggi concordo completamente con Fabrizio Terruzzi. Qualche volta apprezzo le opinioni di Martin Moeller, ma non oggi: il suo giudizio sulla componentistica auto italiana è a mio avviso del tutto errato. Se sapesse quanti componenti sviluppati e prodotti in Italia equipaggiano le auto tedesche cambierebbe immediatamente idea. Dimenticavo: questa volta anche le tesi di Francesco Forte mi sembrano interessanti (non mi capita spesso di doverlo ammettere…)

 
24/09/2012 - Fiat (Ruben Varisco)

Sono completamente d'accordo con il Sig. Fabrizio Terruzzi, anche io acquisto Fiat da sempre (ottimo prodotto, con un rapporto qualità/prezzo unico). Una ditta che ha vinto più di tutte il blasonato premio di "auto dell'anno" in Europa possiamo dire qualunquisticamente che non sanno fare auto o che sono brutte? Fattemi la carità! Una ditta che viene copiata nello stile, sempre avanti, ma purtroppo snobbata dagli stessi italiani. Una vergogna chi parla con animo autolesivo, tipico del nostro popolo. Fiat ha investito anche nelle gare, stravincendo, e pur così, non veniva riconosciuta. Questi sono solo segni di debolezza culturale, di un tramonto ormai difficile di arrestare. Siamo noi a voler affondare la propria barca, ma mi chiedo, a cambio di quale illusione? Quella americana? Non riusciamo a capire che i tempi e metodi americani non sono adattabili a noi? Non si possono importare soluzioni pagate a prezzo di debito pubblico! Bisogna realizzarle queste soluzioni, e non possono essere quelle che le proprie, quelle nate dalle proprie risorse! E' tempo di un nuovo Mattei! preghiamo Dio sorga ancora un patriota come lui.

 
24/09/2012 - La Fiat ci porterà fuori dalla crisi? (Moeller Martin)

Qesto tipo di incontri sono inutili perdite di tempo. In una democrazia occidentale i governi non possono disporre dei privati a loro piacimento e a differenza di quanto avvenuto negli USA, la Fiat non è in stato fallimentare e non ha chiesto aiuti. E da qui nasce una speranza per il futuro dell'Italia. Al governa non resta che fare finalmente una vera politica industriale, cioè creare le condizioni 'ambientali' favorevoli allo sviluppo ed alla crescita e non di pretendere di cogestire in stile statalista/comunista l'economia del paese e tantomeno di elargire raccomandazioni a favore di chi si arramopica su un traliccio. E sarebbe ora che anche in Italia si indirizino i fondi della ricerca verso settori utili al nostro sistema produttivo e non come ora alla ricerca di sterili progetti di prestigio. Per quanto riguarda la permanenza di Fiat in Italia, appare scontata viste le quote di mercato che detiene. Invece è un errore non sviluppare nuovi modelli, perchè significa perdere ulteriori quote di mercato difficili poi da recuperare. Anche l'ipotesi di vendite massiccie di Chrysler in Europa è priva di fondamento, perchè Chrysler produce 'vecchi catorci' sviluppati dallla Mercedes con tecnologia di 20 anni fa. (vedi Wikipedia-Chrysler per credere). La componentistica poi è il settore sul quale maggiormente si concentra lo sviluppo tecnologico. Solo nel mondo dei sogni Fiat può competere in questo settore.

 
24/09/2012 - LA REPUBBLICA DELLE BANANE (Guido Gazzoli)

Credo sneza ombra di dubbio che in un Paese mediamente civile la questione FIAT sarebbe risolta da un pezzo . Siamo un Paese abbondantemente socialista con certa imprenditoria che ha potuto crescere ed espandersi solo grazie allo Stato , fingendo di essere privata. Ma ieri siamo arrivati a superare la misura...da una parte un imprenditore che solo due anni fa prometteva 20mld di investimenti IN CAMBIO di dperdita dei diritti e aggiustamenti salariali da parte dei lavoratori...ricordate i referendum..con i sindacati prostrati ? EBBENE Fiat ha avuro ma poi ha cancellato la sua parte . No signori miei..se vopgliamo svilupparci veramente buttiamo fuori dal Paese la FIAT ,rileviamogli le fabbriche e diamole a case automobilistiche starniere, che sono anni che ce le cercano . SOLO COSI' faremo sviluppo..diversamente ricrediamo alla favola del 2014...MONTI si dovrebbe dimettere subito , dopo la figuraccia di ieri..non è molto distante eticamente dalla Polverini.. Guido Gazzoli

 
24/09/2012 - Non la penso così (Luca Rossini)

Mi sembra azzardato dire che se vincerà Bersani, cosa peraltro tutta da verificare, la FIAT se ne andrà. Ormai Marchionne - anche se le ha sparate grosse con il piano Fabbrica Italia - non può permettersi di perdere la faccia. La ristrutturazione degli impianti per produrre per l'estero si può fare anche gradualmente. Certamente Marchionne non si metterà a fare concorrenza ai tedeschi, non ne ha né le possibilità né, forse, le capacità. Ma fa bene a porre a livello europeo il problema della competitività dell'Europa rispetto alle altre aree produttive del pianeta, Asia e America. Ancora l'Europa è n. 1 al mondo per investimenti in ricerca e sviluppo in campo automotive, spero che continui almeno a mantenerne la leadership tecnologica. Le nostre pensioni (ammesso e non concesso che le avremo) sarebbero una minima parte del risarcimento per i soldi spesi dagli italiani per la Fiat, tra cassa integrazione e fatture (si fa per dire) di meccanici ed elettrauto italiani. Che in un mondo globalizzato si chieda agli italiani di comprare Delta, Musa e Multipla per puro sciovinismo (imitando in questo uno storico tic francese) mi sembra surreale, se non altro perché non stimola a migliorare la produzione. E infatti sono in difficoltà anche i marchi francesi.

 
24/09/2012 - qualcuno renda edotti gli italiani (Fabrizio Terruzzi)

la Fiat produrrà in Italia a lungo termine nella misura in cui gli italiani compreranno le sue macchine. Mentre pretendono che la Fiat le fabbrichi in Italia anche se poi acquistano le tedesche o francesi. Quando tedeschi e francesi comprano al 60-70% quelle dei loro paesi. Forse è bene che qualcuno renda edotti gli italiani di questa elementare verità. A proposito io compro solo italiano, visto che sono i lavoratori italiani a pagarmi la pensione, la sanità e quant'altro.