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MONTI-MARCHIONNE/ Il premier: Fiat non ha chiesto aiuti. Non glieli avrei dati

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Il premier Mario Monti, riferendosi all’incontro di ieri con Marchionne per fare chiarezza sul futuro della Fiat, ha affrontato l’argomento più controverso e delicato, quello dei finanziamenti all’azienda automobilistica. Facendo sapere che il Lingotto non ha chiesto concessioni finanziarie. E che, anche se fossero state chieste, non le avrebbe concesse. Addirittura, non sarebbero state chieste neppure ore di cassa integrazione in deroga. Poi, il presidente del Consiglio ha invitato a guardare all’esito dell’incontro come ad una grande scommessa. «E’ andata bene, l’auto resta in Italia e Fiat non è venuta a battere cassa. Ci siamo capiti», ha, inoltre dichiarato. Marchionne, oltretutto, si sarebbe impegnato a portare negli stabilimenti sotto utilizzati altre produzioni, Mazda, probabilmente. Descrivendone i connotati dell’incontro, il premier ha fatto sapere che è stato intenso e approfondito e che con l’ad italo-canadese hanno messo a tema le strategie per il futuro. Oltre a Monti, erano presenti Palazzo Chigi i ministri Corrado Passera, Elsa Fornero, Fabrizio Barca e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. Oltre a Marchionne, c’era anche il presidente John Elkann. Va detto che, sebbene non siano chiesti aiuti finanziari, qualcosa è stato chiesto. Marchionne ha lasciato intendere che l’idea è quella di rimanere in Italia. Nell’ipotesi di far diventare l’azienda il centro produttivo automobilistico per eccellenza, volto all’esportazione internazionale, soprattutto in America. Perché l’eventualità diventi realtà, tuttavia, è necessario che il governo proceda, quantomeno, con uno sgravio dell’Irap per le aziende che esportano e, di conseguenza, maggiormente condizionate dalla concorrenza straniera, e l’alleggerimento dei dazi doganali. Tale richiesta, tuttavia, riguarda una decisione che dovrà assumere Obama. In tal senso Monti potrà svolgere un lavoro di tessitura diplomatica al fine di modificare gli accordi internazionali quando non, addirittura, se ce ne sarà bisogno, quelli nell’ambito del Wto. Oltre a questo, secondo Marchionne è necessario procedere alla semplificazioni del sistema e implementare alcune misure necessarie per rilanciare lo sviluppo. Oltre a Monti, erano presenti Palazzo Chigi i ministri Corrado Passera, Elsa Fornero, Fabrizio Barca e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. Oltre a Marchionne, c’era anche il presidente John Elkann

 

 

 

 

 

 


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