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OCSE/ Altomonte (Bocconi): +4% di Pil in 10 anni? Se non si sbriga l’Italia resterà ai livelli del Congo Belga

Il premier Mario Monti Il premier Mario Monti

La crisi ha obbligato l’Italia a entrare nel XXI secolo. Il nostro Paese è ancora fermo al dibattito degli anni ’90, non ha ancora capito qual è la sfida globale. La macchina pubblica non ha compreso che cosa significa confrontarsi con giganti come la Cina, che hanno compiuto progressi enormi rendendo più efficienti i servizi alle imprese. Ci attende un’agenda di riforme di altri cinque anni, il governo Monti ha solo iniziato a toccare la punta dell’iceberg. Se non ci incamminiamo su questa strada non ci sarà futuro.

 

Secondo l'Ocse, nei prossimi dieci anni si assisterà a un aumento del 4% del Pil …

 

Sarei anche solo contento se potessi prevedere che cosa avverrà di qui a un anno, che cosa ci aspetta nel 2023 francamente mi sembra fantascienza. E’ un pronostico che, dal punto di vista dei numeri, non ha senso. Ma se il Pil se crescerà solo del 4% in dieci anni, vorrà dire che l’Italia continuerà a impoverirsi e che il Prodotto interno lordo pro capite continuerà a scendere. Ricordo che dal 1993 al 2008, l’Italia è stata il Paese europeo nel quale il Pil pro capite ha avuto la performance peggiore.

 

Peggiore anche rispetto alla Grecia?

 

Sì. Siamo gli unici nell’Ue a esserci impoveriti già prima della crisi, e a livello mondiale hanno fatto peggio di noi soltanto lo Zaire, il Congo Belga e pochi altri.

 

Per quale motivo?

 

Perché abbiamo un sistema Paese paralizzato e inefficiente, che è rimasto alla preistoria delle relazioni industriali e del modo di fare impresa. Lo spettacolo che la nostra classe politica sta fornendo in questi giorni lo dimostra in modo evidente.

 

(Pietro Vernizzi)

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