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OCSE/ Altomonte (Bocconi): +4% di Pil in 10 anni? Se non si sbriga l’Italia resterà ai livelli del Congo Belga

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Il premier Mario Monti  Il premier Mario Monti

OCSE: PIL DELL'ITALIA +4% IN 10 ANNIIl 2013 sarà un anno in crescita, cioè non con un Pil dal segno più, ma un anno con profilo ascendente”, durante il quale “il motore dell’economia si avvierà lentamente”. E’ quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo alla presentazione del Rapporto Ocse. Ilsussidiario.net ha intervistato Carlo Altomonte, professore di Economia dell’integrazione europea all’Università Bocconi, per chiedere un commento sulle dichiarazioni del Premier.

 

Ritiene fondate le previsioni di Monti per il 2013?

 

I dati ci dicono che nel 2013 la recessione non avrà più luogo e l’economia italiana ritornerà progressivamente a crescere. Occorre immaginare una specie di U, con la prima parte dell’anno ancora negativa e la seconda positiva: quindi la media sarà zero.

 

Sulla base di quali elementi può affermarlo?

 

L’Europa si è avviata verso una fase strutturale di risoluzione della crisi. Possiamo immaginare che gli spread saranno contenuti e questo dovrebbe fare riaffluire credito alle imprese e alle famiglie da parte del sistema bancario. In questo modo gli investimenti e i consumi ripartiranno. L’integrazione europea dovrebbe anche agevolare la capacità di esportare dell’Europa, nella misura in cui altre aree del mondo supereranno a loro volta la crisi. L’economia indiana e cinese, che attualmente è in fase di rallentamento, segnerà una fase di ripresa. Nello stesso tempo, i dati macroeconomici americani, che in questa fase sono ancora negativi, dalla seconda metà del 2013 ritorneranno in un terreno positivo.

 

Quindi si sommeranno la ripresa europea e la crescita dell’export?

 

Esattamente, e l’effetto sarà che l’Europa avrà due motori. Da un lato la ripresa dei consumi e degli investimenti interni, legata alla risoluzione della crisi finanziaria, dall’altra una maggiore capacità di esportare verso mercati che dovrebbero crescere un po’ di più.

 

Riferendosi alle riforme strutturali, Monti ha dichiarato: “Gli italiani stanno dimostrando di non essere particolarmente ostili nei confronti di coloro che le hanno fatte” …

 

Mi auguro che sia così, perché le riforme strutturali sono indispensabili. Occorre rendere flessibili i salari sulla base della produttività, aprire nuovi mercati finanziari nel campo dei servizi per il credito alle imprese, riformare il settore bancario e renderlo più efficiente. E’ inoltre necessario continuare nella riforma della pubblica amministrazione, che è rimasta a metà, e incidere maggiormente sui tagli strutturali di spesa, soprattutto regionale. Se non facciamo queste cose e non introduciamo una cultura della responsabilizzazione individuale a più livelli, ribaltando il modo in cui si è pensato il funzionamento della macchina pubblica, non riusciremo a venire fuori da questa situazione.

 

Per quale motivo il nostro Paese è così in ritardo?


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