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CROLLO BORSE/ L’operatore finanziario: la speculazione stavolta non c’entra

Pubblicazione:mercoledì 26 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 26 settembre 2012, 19.44

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La mia impressione è che Draghi abbia fatto tutto quello che poteva fare e poi abbia invitato i singoli Stati a operare politiche di rilancio. Ma in realtà, credo che in questo momento non ci sia nessun governo che possa mettere in atto uno straccio di politica industriale. Poi c’è la sfiducia, una sfiducia generalizzata che va di pari passo con l’aggravarsi della crisi nell’ Eurozona.

 

A questo punto non si può nemmeno più parlare del pericolo di nuove manovre della grande speculazione.

 

Mi sembra che al momento la speculazione c’entri poco. Piuttosto c’è il contagio della paura, la sfiducia nel futuro, anche la sfiducia di soluzioni credibili da parte di una Eurozona che non è uno Stato. La crisi è ampia, ma in altri paesi i cittadini sanno che c’è uno Stato unito, qui non si vede un segnale chiaro, una risposta precisa, ma una continua serie di messaggi e segnali confusi. A parte l’operazione messa in atto da Mario Draghi, che cosa si è visto o sentito dalla classe politica europea?

 

Il fatto paradossale è quello di non cercare più neppure il bene rifugio.

 

È una grande anomalia, spiegabile solo con il fatto che le persone non riescono a vedere più alcun potenziale di crescita o di rilancio.

 

(Gianluigi Da Rold)



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