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Economia e Finanza

CROLLO BORSE/ Colpa di quei 370 miliardi che fanno "ballare" i mercati

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Insomma, il combinato disposto di salvataggio di Portogallo e Spagna sarebbe di circa 350-370 miliardi di euro. Così composto: 26,6 miliardi per ricapitalizzare le banche in base alle richieste dell’Eba, 50 miliardi di riserve richieste dal governo alle banche, extra-riserve su assets a rischio 41 miliardi di euro, salvataggio delle sole banche spagnole 174 miliardi ed esposizione delle banche spagnole al Portogallo 78,8 miliardi. Quindi, la prima voce di spesa sarebbe legata al salvataggio del sistema bancario spagnolo più il backstop sulle esposizioni e sarebbe approssimativamente di 250 miliardi di euro, mentre la seconda che conterrebbe anche il quasi contemporaneo secondo piano per il Portogallo farebbe salire il conto per Ue e Fmi a 350-370 miliardi di euro.

Della traiettoria greca di Madrid, poi, sono certi anche alla Carmel Asset Management, il cui ultimo report parla molto chiaro. Primo, il debito pubblico reale della Spagna è più grande del 50% rispetto ai numeri ufficiali, passando almeno dal 60% a oltre il 90%, calcolando anche quello regionale. Secondo, il prezzo degli immobili scenderà di un ulteriore 35% e non del 15% stimato, dato che non solo peserà sui bilanci bancari, ma che significherà due punti in meno di Pil per i prossimi due anni. Terzo, una volta che le banche spagnole smetteranno di imbellettare i dati dell’esposizione al real estate (2,8% ufficiale contro l’11% stimato dalla Carmel nel suo studio), il loro stato di sottocapitalizzazione diverrà una headline globale sui mercati. Quarto, nonostante le molte parole, l’Europa non ha un firewall abbastanza grande per salvare la Spagna, visto che le necessità di rifinanziamento di Madrid solo nel 2012 sono pari a 186,1 miliardi di euro. Infine, lo stigma: i prestiti della Bce alle banche spagnole a marzo sono saliti a quasi 400 miliardi di euro, un dato quasi triplicato rispetto ai 169,8 miliardi di febbraio e che vede la liquidità della Bce pesare ormai per il 9% degli assets dell’intero sistema bancario spagnolo, percentuale molto vicina al 10% dei già falliti Grecia, Irlanda e Portogallo.

Insomma, le Borse hanno tutto il diritto di sprofondare, portate a fondo dai titoli del settore bancario, il più esposto ai marosi obbligazionari sovrani. E a rendere ancora più serio l’aumento degli spread italiano e spagnolo di ieri ci ha pensato l’asta tenutasi ieri mattina in Germania. Berlino, infatti, ha collocato 3,191 miliardi di euro di Bund scadenza settembre 2022 con un rendimento medio all’1,52% dall’1,42% dell’analoga asta del 5 settembre scorso. La Bid-to-cover ratio è stata di 1,2 da 1,1 precedente, ma le richieste sono state pari a 3,951 miliardi contro un’offerta di 5 miliardi: insomma, l’asta di titoli al settembre 2022 risulta quindi “tecnicamente non coperta”, esattamente come quella del 5 settembre scorso. E sapete perché? Perché sono le banche tedesche, con un’esposizione di 117 miliardi di euro, le più a rischio sulla crisi del debito spagnola, seguite dalla Francia con 92 miliardi davanti agli istituti di credito britannici e americani. Le banche italiane sono invece esposte per poco più di 20 miliardi di euro.

Insomma, il placebo della Bce ha già terminato il suo effetto. E certamente non ha aiutato le Borse il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, il quale ha assicurato che chiederà aiuti ai partner Ue «al 100%, se i tassi di interesse sul debito spagnolo resteranno a un livello elevato troppo a lungo». In un’intervista al Wall Street Journal, Rajoy ha precisato che «al momento» non può pronunciarsi sulla richiesta di aiuti all’Europa, aggiungendo che bisognerà vedere se le condizioni legate al salvataggio si dimostreranno «ragionevoli».


COMMENTI
27/09/2012 - Ripresa nel 2013, come no ! (Diego Perna)

Credo a ciò che vedo, non a Monti nè a Draghi non alla Bce. Monti, sue parole testual di qualche settimana fa, indicava come necessaria ad affrontare questo periodo storico, una continua manutenzione psicologica, cosìcchè i media si sono adeguati. Del resto se non dici , da capo di governo, che c' è si la crisi, e che il peggio è passato, luci nei tunnel, ecc. e non aggiungi che nel 2013 si riprende a lavorare e finisce tutto a taralluci e vino, nessuno investe più un centesimo, sempre ne siano rimasti o si abbia un' idea veramente geniale sul come vendere frigoriferi agli eschimesi e stufe agli africani dell' equatore. Marchionne e Fiat, lo sappiamo, Ilva , Alcoa, sono i fatti più in evidenza , ma di negozietti millenari o di artigiani storici, di licenziati da piccole aziende , capannoni dismessi ovunque, di medici dimezzati nei pronto soccorso o di ospedali ch chiudono, non è che se ne parli tanto nei media. Importante è non dire che tutte le tasse su benzina o imu, e tutto il resto, non bastano neppure a pagare gli interessi sul ns debito, siamo come strozzinati,tranne i vari Fiorito e company, e molti non ce la faremo. Forse è bene cominciare a pensare una vita economicamente diversa , ma non è detto sia peggio, solo il passaggio mi preoccupa un pò, non è detto sará senza qualche scossone.Buona giornata e grazie