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CROLLO BORSE/ Colpa di quei 370 miliardi che fanno "ballare" i mercati

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Insomma, siamo alla roulette russa, quindi occorrerà togliere la pistola dalle mani di Rajoy il prima possibile se non vogliamo che la situazione degeneri con l’arrivo dell’inverno. I dati, d’altronde, parlano chiaro: «La Spagna è rimasta in recessione nel terzo trimestre, con un Pil che continua a scendere a un ritmo significativo». È quanto ha stimato la Banca centrale di Spagna, le cui previsioni sono generalmente confermate dalle cifre ufficiali: «I dati disponibili per il terzo trimestre dell’anno suggeriscono che il Prodotto interno lordo ha continuato a scendere a un ritmo significativo, in un contesto di tensione finanziaria sempre elevata», ha indicato l’istituto nel bollettino mensile.

E a Madrid si comincia a fare sul serio in piazza, esattamente come accaduto ieri ad Atene: attenzione, più che preoccuparsi delle Borse che crollano, tra poco potremmo doverci preoccupare della comparsa di pistole nelle piazze europee, se si continuerà a dare retta unicamente alle ricette della troika e non si farà come in Germania, dove ieri è stato presentato un disegno di legge per regolamentare il trading ad alta frequenza.

Credete pure a Draghi se volete, credete a Monti e al suo ottimismo d’Oltreoceano, nel frattempo il Titanic si sta inabissando. E le strade bruciano. Finché è la Catalogna a chiedere indipendenza, si può cercare di mediare, attenzione ai Paesi Baschi però. Geofinanza allo stato puro.

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COMMENTI
27/09/2012 - Ripresa nel 2013, come no ! (Diego Perna)

Credo a ciò che vedo, non a Monti nè a Draghi non alla Bce. Monti, sue parole testual di qualche settimana fa, indicava come necessaria ad affrontare questo periodo storico, una continua manutenzione psicologica, cosìcchè i media si sono adeguati. Del resto se non dici , da capo di governo, che c' è si la crisi, e che il peggio è passato, luci nei tunnel, ecc. e non aggiungi che nel 2013 si riprende a lavorare e finisce tutto a taralluci e vino, nessuno investe più un centesimo, sempre ne siano rimasti o si abbia un' idea veramente geniale sul come vendere frigoriferi agli eschimesi e stufe agli africani dell' equatore. Marchionne e Fiat, lo sappiamo, Ilva , Alcoa, sono i fatti più in evidenza , ma di negozietti millenari o di artigiani storici, di licenziati da piccole aziende , capannoni dismessi ovunque, di medici dimezzati nei pronto soccorso o di ospedali ch chiudono, non è che se ne parli tanto nei media. Importante è non dire che tutte le tasse su benzina o imu, e tutto il resto, non bastano neppure a pagare gli interessi sul ns debito, siamo come strozzinati,tranne i vari Fiorito e company, e molti non ce la faremo. Forse è bene cominciare a pensare una vita economicamente diversa , ma non è detto sia peggio, solo il passaggio mi preoccupa un pò, non è detto sará senza qualche scossone.Buona giornata e grazie