BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Sapelli: così l’Italia può mettere fine alla "dittatura" tedesca

Pubblicazione:giovedì 27 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 27 settembre 2012, 8.51

Angela Merkel all'assemblea della Bdi (Infophoto) Angela Merkel all'assemblea della Bdi (Infophoto)

Angela Merkel è intervenuta all’assemblea annuale della potente Bdi, ossia la Federazione tedesca dell’industria. La cancelliera tedesca ha pronunciato un discorso molto duro, affermando che la crisi europea altro non è che l’emersione in Europa non tanto di una frattura tra paesi creditori e paesi debitori, che ha origini strutturali di natura storica, quanto invece del fatto che la Germania è il solo Paese europeo ad aver compiuto quelle riforme che l’hanno trasformata dal brutto anatroccolo nel bellissimo cigno di oggi. Quindi la Germania rifiuta ogni precipitazione e non può che seguitare a perseguire la sua via senza tentennamenti.

A queste parole ha fatto seguito Wolfgang Schauble, ministro delle finanze tedesco, che ha dichiarato che la tensione sui tassi spagnoli non è allarmante e la Spagna non deve dunque richiedere nessun aiuto al Meccanismo europeo di stabilita (Esm). Nessun ricorso dunque al Bundestag, il parlamento tedesco, come prevedono le recentissime regole europee. Schauble ha detto di più, sfiorando l’offesa, suggerendo agli spagnoli di migliorare la loro comunicazione, ritenuta il vero problema di Madrid.

È una fortuna che la maggioranza degli europei del sud non leggano il tedesco cosicché non possono seguire i dibattiti tedeschi dal vivo. Infatti, da essi emerge l’impassibilità teutonica dinanzi al crescente scollamento dell’Europa tra creditori e debitori accentuatosi per via delle politiche di austerità che neppure la Bce di Mario Draghi riesce a superare in mancanza di una riforma statutaria. E questo nonostante le perplessità crescano in Europa.

Interessante in tal senso è la posizione espressa dal polacco Janusz Lewandowski, Commissario europeo al Budget, che ha affermato che il patto per la crescita annunciato in giugno si fonda sulla circolazione di moneta non utilizzata dalle banche per salvarsi, mentre invece l’Europa ha un tremendo bisogno di moneta che vada all’economia reale per la crescita. Secondo Lewandowski, è il budget europeo, piuttosto che quelli nazionali, che deve far riprendere la via della crescita. Ma questo implica una rivoluzione delle regole europee e la fine del dominio tedesco. I polacchi si sono presi qualche soddisfazione. Van Rompuy non si è dichiarato contrario. È una grande notizia.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
27/09/2012 - Sognare non costa nulla (Moeller Martin)

Sognare non costa nulla e può capitare di sognare di rinegoziare i trattati Europei così come lo statuto della BCE, la quale nei sogni compera tutto il debito attuale dei PIGS e all'Italia anche tutto il debito futuro per concessione speciale da Mario a Mario. Ma poi suona la sveglia e bisogna tornare alla realtà: per negoziare servono due parti e per ottenere un risultato serve l'accordo con la controparte; Mario Draghi non ha nessuna intenzione di trasformare la BCE in una banca di stato del terzo mondo e le quote dei paesi del centro e del nord Europa ne blindano lo statuto. Ma quello che è peggio, non si possono mettere le mani nelle tasche dei contribuenti tedeschi senza il consenso della Merkel. E allora, se non vogliamo fare la fine della Grecia, non ci resta che fare le riforme necessarie per ridare competitività al paese. E nella peggiore ipotesi, chiediamo aiuto e lasciamo fare alla nuova troika BCE-EU come si appresta a fare la Spagna. I risulatati sono garantiti: l'Irlanda è già uscita dalla sua crisi e lo stesso Portogallo è in recessione a 'solo' -1,4% nonostante sia strutturalmente molto più debole di noi. Il disastro Greco non è imputabile alla troika ma all'ostinato rifiuto dei governi Greci di applicarne le direttive.