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FINANZA/ 2. Fortis: l’Italia ha una "arma segreta" contro gli speculatori

Pubblicazione:giovedì 27 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 27 settembre 2012, 9.19

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Le notizie che arrivano dalla Spagna, con tanto di richiesta di un referendum indipendentista da parte della Catalogna, hanno fatto sentire il loro peso sui mercati, insieme alle dichiarazioni di Charles Plosser, Presidente della Fed di Philadelphia, secondo cui il nuovo piano di quantitative easing presentato da Ben Bernanke si rileverà inefficace. Sui mercati sembra quindi ritornata la paura. Bisogna vedere se è una paura vera come quella dei mesi scorsi o è semplicemente un momento di passaggio, in cui si è magari aperta qualche crepa nella roccaforte che Draghi ha costruito quest’estate, ma non in grado di modificare in maniera sostanziale la situazione e riportarci indietro nel tempo.

 

In ogni caso, aver dato l’ok al Fondo salva stati e il via libera alla possibilità per la Bce di acquistare illimitatamente titoli di Stato, non avrebbe dovuto essere sufficiente a frenare la speculazione?

 

Nel breve periodo, l’obiettivo, è stato raggiunto; per quanto riguarda lo spread e ancor più per quanto riguarda i tassi di rendimento, che si sono notevolmente abbassati. Tuttavia, i mercati internazionali sono dominati da atteggiamenti che rasentano la schizofrenia. Anche a causa di luoghi comuni sul nostro Paese diffusi e sedimentati da anni. Che, in parte, noi stessi abbiamo contribuito ad alimentare con una politica comunicativa fallimentare. Mentre chiunque, infatti, cerca di vendere il proprio Paese al meglio, nel nostro sistema si è sempre fatto l’opposto. Poi, per forza non riusciamo a piazzare i titoli di Stato se, da anni, in Italia, si continua a diffondere la percezione che siamo sull’orlo del baratro. Sarebbe, quindi, opportuno iniziare a spiegare quali siano le reali condizioni in cui si trova il nostro Paese.

 

E quali sarebbero?

 

Tanto per cominciare, va detto che il nostro debito pubblico, benché sia gigantesco, non è significativamente superiore a quello degli altri Paesi avanzati; se, vent’anni fa, eravamo, assieme al Giappone, la pecora nera, negli ultimi tempi anche i debiti sovrani di tutti gli altri Stati sono esplosi, accostandosi alle nostre percentuali; raggiungendo o superando il 100% del Pil. Inoltre, mentre i debiti degli altri esplodevano, in certi casi raddoppiando, il nostro, per quanto elevato, ha subito incrementi modesti. Quindi, rispetto a questo parametro, ci troviamo in una situazione analoga a quella delle altre nazioni industrializzate.

 

Però, noi siamo in recessione. Il nostro Pil è più basso di quello degli altri paesi.


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COMMENTI
28/09/2012 - Ragionamenti raffinati (Vittorio Cionini)

E' consolante scoprire che noi stiamo meglio degli americani perché il loro debito in rapporto al prelievo fiscale é del 300 per cento mentre il nostro é del 250. Mi sento sollevato e vado a bermi un bichiiere di champagne. Prosit !! Vittorio Cionini