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CRISI/ Il rapporto Ue: crolla la produttività, crescita negativa per il quarto trimestre consecutivo

Pubblicazione:venerdì 28 settembre 2012

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Un crollo della produttività, il più pesante dell’Unione europea. E’ il quarto trimestre consecutivo di crescita negativa per l’Italia, secondo quanto riporta il rapporto trimestrale della Commissione europea sul mercato del lavoro e la divergenza sociale nella Ue. E’ nel secondo trimestre che l'Italia ha fatto registrare la flessione più forte di produttività: dopo un meno 0,8% registrato nel primo trimestre, il nostro Paese cala fino al 2,1%, seguito da Ungheria (-1,9%), Regno Unito (-1,4%), Repubblica Ceca e Slovenia (-1,3%). Oltre all’Italia, solamente Malta ha raggiunto gli stessi risultati negativi, chiudendo in calo per quattro trimestri consecutivi. Il rapporto mette in evidenza anche la situazione sociale e occupazionale all’interno dell’Unione europea, definita ancora “molto grave” nel secondo trimestre di quest’anno. Nel primo trimestre del 2012, invece, in Grecia e Austria è stato registrato il più alto numero di ore lavorative prestate dai lavoratori dipendenti a tempo pieno, mentre il più basso si è avuto in Italia, Irlanda e Finlandia. Il rapporto torna poi a parlare di disoccupazione, evidenziando un divario mai così alto in precedenza: si tratta del gap fra il Paese con la percentuale di disoccupazione più bassa, vale a dire l’Austria con il 4,5%, e quello invece con la percentuale più alta, cioè la Spagna, ferma al 25,1%. Il divario è di 20,6 punti percentuali, un vero record negativo. Il livello della disoccupazione giovanile viene definito “drammatico”, anche se nel secondo trimestre non è aumentato: a luglio tale dato fa registrate il 22,5% nell’Unione europea. Sono dodici gli Stati membri che hanno raggiunto tassi superiori al 25%, mentre solamente tre continuano a rimanere al di sotto della soglia del 10%, vale a dire Germania, Austria e Olanda. Un altro tema che viene trattato e in cui è necessario sottolineare il dato italiano è quello riguardante l’attuale situazione delle famiglie: come fa sapere la Commissione, nell’ultimo anno nel nostro Paese è stato registrato un aumento “particolarmente forte” delle difficoltà finanziarie. 


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