BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CROLLO CONSUMI/ Lucchini (Banco Alimentare): la gente aspetta un segnale

Pubblicazione:sabato 29 settembre 2012

Crollano i dati sulla vendita al dettaglio Crollano i dati sulla vendita al dettaglio

Manca la certezza su dove investire i propri talenti. Non c'è una strada, pur faticosa da percorrere. Tutti stanno aspettando che arrivino segnali, non dico la luce, ma fiaccole che indichino la strada. Oggi non è pensabile ancora una giornata splendente, basterebbero almeno delle torce che illuminino la galleria. Proprio per questo occorre favorire il contributo dei cittadini, delle imprese, ad esempio, attraverso una reale semplificazione e certezza nei tempi di pagamento da parte del pubblico.

 

Parallelamente al crollo dei consumi registrato a luglio 2012, qual è l’andamento delle donazioni al Banco Alimentare?

 

In termini di alimenti c'è molta disponibilità ma spesso pochi incentivi e molta burocrazia rallentano il desiderio di donare. Siamo fiduciosi nell'art. 58 del decreto Sviluppo che affronta proprio questo tema. In termini invece di sostegno economico la situazione è molto più chiara: le donazioni dei privati cittadini reggono, sono crollati i contributi delle imprese e del pubblico.

 

In che modo è possibile rispondere alla povertà delle famiglie, in un’ottica sussidiaria?

 

Ad esempio favorendo lo sviluppo di scuole che ritornino a dare entusiasmo a chi vuole imparare mestieri e facilitarne poi l'inserimento lavorativo. Il non profit non può reggere ancora per molto tempo nel sostenere le famiglie povere. I giovani devono tornare a sentirsi protagonisti.

 

Che cosa fa ogni giorno il Banco Alimentare per dare una risposta alle famiglie povere?

 

Continua a recuperare le risorse alimentari che altrimenti sarebbero sprecate e cerca di favorire una collaborazione tra le strutture caritative, anche immaginando innovazione nelle risposte che il non profit può dare. Questa è una sfida che ancora è colta poco.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
19/10/2012 - Crollo e ricrollo (Diego Perna)

Non è un crollo non previsto, il governo, tranne siano tutti imbecilli i ministri tecnici plurilaureati bocconiani, o che il cervello lo hanno barattato per la laurea ai tempi che furono, dovrebbero, facendo quattro conti sapere cosa succede tagliando stipendi, aumentando tasse e fregandosene di imprese anche centenarie che chiudono. Il senso di quanto sta accadendo è solo uno, ci si possono fare su grandi ragionamenti con discorsi anche complessi di economia e macroeconomia , di moneta , di debiti sovrani e no, di Bce Fmi derivati e quant'altro, ma bastano poche parole per dire che si stanno drenando risorse ai più indifesi per salvare banche tedesche ed europee in genere, e cioè per salvare il sistema economico o di potere che dir si voglia, e che l'unico che abbiamo, da un crollo di cui non se ne possono definire i contorni. Per cui si sceglie erroneamente il male minore per l'immediato, ma si dimentica che si scende di gradino in gradino, cosa che come metafora non torna perchè non è come cadere da tutta la scala tutto d'un botto facendosi male, allora meglio scendere pian piano, in economia significa distruggere il sistema produttivo, in maniera irreversibile. Ma a questo in pochi ci pensano, interessano di più le beghe del Pd o del Pdl, senza capire che già il mondo è cambiato.Completamente. Buona serata e buona fortuna