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FINANZA/ 2. Euro e debito, un "imbroglio" che risale al 1981

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Ormai non serve più evitare di fare nuovi debiti, poiché sono gli interessi a rendere insostenibile il debito. Modestamente, lo avevo detto e scritto due anni e mezzo fa, quando si iniziò a parlare di soccorrere la Grecia: dicevo che è inutile tentare di salvare la Grecia, poiché l'unico destino inevitabile è il default, se non si cambia sistema monetario. Alla Grecia finora abbiamo prestato oltre 130 miliardi, ma i problemi non sono passati, mentre la condizione sociale dei greci è peggiorata decisamente e si parla di nuovi prestiti per evitare il default. 

Nel frattempo, l'Italia ha messo al governo un professore che giusto un anno fa andava in televisione a dire che “dobbiamo celebrare il grande successo dell'euro, e qual'è la più grande manifestazione del più grande successo dell'euro? La Grecia!”. Questo è il professore che il centrodestra ha sostenuto fino ad oggi. E questo è il professore che, a quanto pare, il centrodestra si prepara a sostenere, dopo aver perso le elezioni, insieme al centrosinistra, che, pur vincente alle elezioni, si scoprirà troppo debole per mantenere un governo con un sufficiente margine di sicurezza.

Ora ci accorgiamo che “la Germania non è stata solidale”? Va bene, ma questa è l'Europa dell'euro e delle banche centrali, non l'Europa dei popoli. Hanno voluto fare l'Europa unita solo per la moneta, con decisioni politiche e passando sopra la testa dei popoli. Quando si sono accorti che i popoli non avrebbero mai approvato questo tipo di Europa, allora hanno smesso di chiedere il consenso dei popoli tramite i referendum. E ora ci si lamenta che “la Germania non è stata solidale”?

La realtà è che se si pensa davvero che “la Germania può uscire dall'euro, non sarebbe un dramma”, allora è già finita l'Europa. Potrebbe essere tutto, potrebbe diventare un'unione anche più solidale, ma per la Germania vale lo stesso discorso che vale per la Grecia: senza di loro (come senza l'Italia o la Spagna) non possiamo più chiamarla Europa.

Berlusconi afferma che dietro l'euro ci vuole una “vera banca centrale”. Vero, ma ancora prima ci vorrebbe una “vera moneta”. E una vera moneta, come tutte le monete quando sono vere, si basa prima di tutto sulla fiducia. Quindi deve preesistere un popolo, una concordia sociale, una solidarietà diffusa, un sentimento di fiducia generalizzato. Se manca questo ambiente, se manca questo humus ideale all'interno del quale la piantina della moneta può crescere rigogliosamente, nessuna moneta calata dall'alto potrà mai affermarsi o sopravvivere alla mancanza di fiducia.


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