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AUTO/ L'esperto: −20% di Fiat? Meno tasse per fermare il contagio

Pubblicazione:lunedì 3 settembre 2012

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Peggio di così non poteva andare. L’ad di Fiat, Sergio Marchionne, con un eufemistico «mese non bello in Italia», ha descritto il peggiore andamento del mercato automobilistico degli ultimi tempi. Le previsioni su agosto, infatti, registrano un -20% di vendite rispetto all’anno scorso. Marchionne, a margine di una cerimonia in onore del trentennale dell’uccisione del generale Alberto Dalla Chiesa, ha, inoltre, fatto presente di non aver «mai visto un numero così basso in vita mia» ma che si tratta pur sempre di cifre in linea con le, seppure tristi, previsioni. Il timore, è che dal comparto dell’auto si estenda un contagio in grado di deteriorare molti altri settori dell’economia. Abbiamo fatto il punto della situazione con Franco Oppedisano, giornalista economico ed esperto di mercato automobilistico.

Potrebbe scatenarsi un effetto a catena?

Sì, purtroppo. E’ da mesi che la situazione peggiora. Tuttavia, un dato così negativo non si vedeva da vent’anni almeno. E non c’è alcun segnale che lasci intendere che ci sarà un’inversione di tendenza, nulla che lasci sperare che nei prossimi mesi si determinerà un cambio di rotta. Il che produrrà profonde ripercussioni su tutto l’indotto. Calerà, di conseguenza, il Pil nazionale, mentre i numeri del mercato occupazionale si ridurranno ulteriormente.

E’ così solo in Italia o in tutta Europa?

E’ così in tutta Europa anche se i dati italiani sono particolarmente bassi. In ogni caso, a livello di continente, ci sono molte più fabbriche di quelle di cui ci sarebbe bisogno. Molte di esse chiuderanno, mentre molte altre hanno già chiuso. Basti pensare che, in Italia, si era convinti che non si sarebbe mai scesi sotto il limite di 1milione e 960mila auto prodotte; quest’anno, invece, sarà già tanto se si riuscirà a produrre circa 1milione 450mila vetture. Fino a cinque anni fa, inoltre, se ne vendevano attorno ai 2,4 milioni.

C’è il rischio che il mercato dell’auto si stabilizzi su livelli così bassi?

Va detto che tutte le misure sin qui assunte dalla politica, specialmente  in Italia, non hanno fatto altro che penalizzarlo ulteriormente: dal rincaro dei bolli all’aumento delle accise sulla benzina, dal costo delle assicurazioni ai tassi di finanziamento. Comprare un’auto, d’altro canto, è sempre più difficile. Si sta acuendo, oltretutto, la tendenza a farne a meno. Sta di fatto che, secondo gran parte degli analisti, il mercato dell’auto uscirà realmente dalla crisi tra 8 anni, nel 2020.

Come facciamo a esserne sicuri?


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