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Economia e Finanza

FINANZA/ Italia e Germania, la "guerra" della fiducia

L’intero mercato globale è con il fiato sospeso nell’attesa delle decisioni della Banca centrale europea il prossimo 6 settembre. CARLO PELANDA commenta la situazione europea e non solo

Mario Draghi (InfoPhoto)Mario Draghi (InfoPhoto)

L’intero mercato globale è con il fiato sospeso nell’attesa delle decisioni della Bce il prossimo 6 settembre. Se America ed Europa non assorbono le esportazioni delle nazioni emergenti, queste non hanno sufficiente forza nei loro mercati interni per bilanciare la caduta della domanda e regrediscono. Ma sia l’America sia l’Eurozona sono in una fase in cui le rispettive conduzioni politiche non riescono a fare azioni credibili di rilancio della crescita e di stabilizzazione finanziaria. La campagna elettorale negli Stati Uniti non permette di eliminare, almeno per qualche mese, l’incertezza fiscale che sta mantenendo congelati gli investimenti, pur crescenti i consumi. La campagna elettorale in Germania, la cui volontà nazionale ormai determina le scelte europee,  costringe Merkel a trovare un difficile equilibrio tra responsabilità europea e nazionalismo anti-euro crescente nell’elettorato e quindi a rinviare decisioni forti, almeno fino al settembre 2013.

In questa fase di stallo della politica i mercati guardano alle Banche centrali come gli unici soggetti capaci di salvare il mondo da una tendenza depressiva e di “comprare tempo” fino a che i signori della politica siano nuovamente in grado di agire. Gli interventi di liquidità che sono gli strumenti della politica monetaria, infatti, non hanno la forza di correggere blocchi strutturali alla crescita. Tali blocchi vanno rimossi dalla politica economica e fiscale tipica dei governi. Ma gli interventi di liquidità hanno il potere di attutire temporaneamente i problemi strutturali e di influenzare il pilastro più importante nell’economia globale contemporanea: la fiducia, cioè l’ottimismo prospettico. La Riserva federale statunitense sta riuscendoci, in particolare rassicurando il mercato sul fatto che la liquidità resterà abbondante e, in particolare, che ciò alimenterà la crescita delle Borse per trainare nuovamente alla crescita il resto dell’economia.

Ora, appunto, il mercato guarda alle decisioni della Bce. L’attesa è di molteplici misure, sintetizzabili in due: (a) dimostrazione della volontà di difendere l’euro garantendo i debiti delle nazioni che li hanno troppo elevati (Italia) o sono senza base industriale per sostenerli con più crescita (Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia).