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FINANZA/ 1. Sapelli: saranno gli Usa a salvarci da Monti e Merkel

Non si pubblicano a caso vecchie interviste di ambasciatori deceduti. L'America ha voluto dire al mondo che il Belpaese conta. E non lo lascerà andare. L'analisi di GIULIO SAPELLI

(Infophoto) (Infophoto)

Doveva essere un agosto di fuoco. L’euro doveva frantumarsi. Il contagio era alle porte. Il fantomatico spread continuava a salire e se scendeva era solo per riprendere il fiato sulle montagne russe. L’austerità iniziava a divenire senso comune. Si guardavano le spiagge semivuote e si scuoteva la testa dicendo: ecco l’annuncio dell’uragano. Nulla di tutto questo è avvenuto. O meglio, qualcosa è certo avvenuto, ma di diverso: la divaricazione crescente tra la tenuta dell’euro - nonostante i gravami immensi che si scoprono sotto i tappeti delle banche locali spagnole (a nulla è valsa l’opera di consolidamento, di unificazione che altro non ha fatto che aumentare il rischio di insolvenza anziché disperderlo…) e quelle che vi sono sotto quelli delle banche locali tedesche -, da un lato, e la caduta verticale della produzione industriale che si è vieppiù accentuata, dall’altro. L’austerità inizia a dare i suoi malefici frutti, esaltati nei loro disastri da una congiuntura internazionale che diventa tragica.

I paesi emergenti crescono, sì, ma sempre meno, anche quelli che parevano invincibili, Brasile in testa; dell’India non parliamone, colpita da un blocco delle forniture elettriche che ha investito seicento milioni di persone per via delle inefficienze, delle malversazioni, delle arretratezze di un sistema energetico e politico frammentato e obsoleto. La Cina è sull’orlo della crisi di indebitamento bancario più grande del mondo per eccesso di immobilizzi, con un partito diviso in una lotta senza quartiere. La Russia è in affanno. Solo alcuni paesi periferici dell’economia mondiale continuano a dare buone performance, dalla Polonia al Messico.

In Italia sono guai. L’Istat fa scoprire a tutti che in dieci anni circa abbiamo perso un milione e mezzo di occupati tra i giovani dai 15 ai 35 anni (la gioventù coincide ormai con una lunga adolescenza), nonostante tutte le liberalizzazioni del mercato del lavoro. Non facciamo del resto che seguire il rovinoso esempio spagnolo. E i dolori sono appena iniziati. Vorrei che il ministro Grilli e il senatore a vita Monti guardassero fuori d’Italia non in viaggio diplomatico: si veda il Portogallo (per carità economia molto più debole della nostra…) dove l’aumento delle tasse, l’austerità, i tagli e i controtagli hanno provocato una diminuizione delle entrate fiscali quale mai si ricorda nella storia economica di quel bellissimo e sfortunato paese. La stessa cosa capiterà in Italia.

Cosa sta succedendo, dunque? Pensate di volare in aereo (è una metafora che ho già usato) e guardate giù; se vi sono nuvole vedete solo quelle e quelle nuvole altro non solo che la circolazione monetaria simbolica ad altissimo rischio che ci affligge e ci porta alla catastrofe finanziaria sempre annunciata ma sempre evitata o rimandata. Sotto le nuvole c’è la terra e di quella parleremo dopo. Resta il fatto che le nuvole non si sono trasformate in uragano. Come mai? La ragione è strategico-politica. Gli Usa non possono permettere a nessuno, neppure alla signora Merkel che pensa solo ai voti della bassa Baviera e dintorni, di distruggere l’economia italiana. Possono permettere di indebolirla (anni novanta), ma non di distruggerla come potrebbe fare questo governo se fosse lasciato libero di operare in sintonia con la Germania provocando la più grande deflazione dopo il 1929, distruggendo di fatto una potente-ancora-base manifatturiera come la nostra. 


COMMENTI
04/09/2012 - L'imprevisto ci salverà? (Carlo Cerofolini)

Sperare nell'aiuto esterno non è proibito, però è inutile girarci intorno: se la Bce non è in grado di battere moneta - come la Fed Usa - e noi non ci svincoliamo dal fiscal compact, che ci costerà 50 miliardi annui per 20 anni (ma dove li troviamo con la recessione in atto e progress?), per noi sarà la rovina. Per fare questo l'Italia deve però essere disposta a tutto, anche a uscire dall'euro. Con Monti & C. questo temo sia un vasto programma, a meno che il problema non si risolva da solo con l'implosione dell'euro. L'imprevisto ci salverà?