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SPESA FAMIGLIE/ Bortolussi (Cgia): stime difettose, pagheremo 500 euro in più

Per GIUSEPPE BORTOLUSSI, ridurre le accise sui carburanti avrebbe effetti benefici su tutti i prodotti, perché i commercianti spenderebbero meno per trasportarli fino ai punti vendita

In Italia le accise sono le più elevate d'Europa In Italia le accise sono le più elevate d'Europa

Tra settembre e dicembre prossimi nei bilanci delle famiglie italiane è previsto un rincaro tra i 200 e i 450 euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E’ quanto emerge dalle rilevazioni de Il Sole-24 Ore del lunedì insieme a Ref Ricerche e Unioncamere Indis. A essere presi in considerazione sono gli aumenti di elettricità, gas, rifiuti e acqua, ma anche i ritocchi su Imu e addizionali comunale e regionale Irpef, nonché i carburanti. Ilsussidiario.net ha intervistato Giuseppe Bortolussi, direttore della Camera di Commercio di Mestre.

Come valuta i risultati dell’indagine de Il Sole-24 Ore?

Sono dati molto preoccupanti, perché sappiamo che ad aumentare è il costo di tutti i beni e i servizi, anche se non è ancora previsto il ricarico dovuto all’aumento di gasolio e benzina. La ritengo una stima molto accurata, anche se ritengo che i suoi risultati siano stati stimati per difetto. Sono tante le variabili in gioco. Quando scade l’affitto per esempio, il proprietario che paga l’Imu lo scarica sull’inquilino. Per non parlare del fatto che a settembre si rischia una nuova impennata del costo del petrolio.

Secondo lei di quanto andrebbe rivista la stima di un aumento tra i 200 e i 450 euro?

Probabilmente andrebbe aggiunto un rincaro di altri 50 euro, pari cioè al 10-12% in più. Alcuni aumenti di beni e servizi ricadono infatti sul cliente finale.

Che cosa dovrebbe fare il governo per dare una risposta a questa situazione?

Il governo può fare poco per contrastare gli aumenti dei prezzi. Il compito dell’esecutivo è piuttosto quello di dare certezze, assicurando che sta facendo il possibile per la crescita. Certamente per chi è in cassa integrazione 450 euro sono una cifra importante, ma dalla disoccupazione si può uscire solo attraverso lo sviluppo. Per chi ha un lavoro, è in grado di riacquistarlo o addirittura di guadagnare di più, la situazione è completamente diversa.

Com’è la realtà occupazionale nel mondo del commercio?

Purtroppo sono ormai centinaia o migliaia i negozi che stanno chiudendo. Per ciascuno di essi, non c’è solo il datore di lavoro ma anche i dipendenti che restano senza un’occupazione, cioè non pagano più l’Irpef e ricorrono alla cassa integrazione in deroga. A sua volta, la disoccupazione fa sì che la capacità di consumo diminuisca ulteriormente. Il vero problema non è quindi l’aumento dei prezzi ma la crescita, che se ci fosse consentirebbe di ammortizzare anche i rincari.

Quanto influiscono gli aumenti sul prezzo dei carburanti?