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FINANZA/ 1. Forte: la cura-Monti è fallita, ora tocca a Draghi

Pubblicazione:giovedì 6 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 11 settembre 2012, 23.14

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Il minimo che si possa dire sulla situazione italiana è che si sta vivendo una situazione di grandi contraddizioni. Come commentare infatti la dichiarazione del Presidente del Consiglio, Mario Monti, che parla ormai sostenendo che siamo fuori dalla crisi, che l'abbiamo superata “dentro noi” anche se i numeri ci danno torto? Sarebbe questa la frase che esce dal colloquio tra governo e i rappresentanti delle imprese? Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, prima ancora dell'incontro, aveva  parlato di un “autunno bollente” e aveva detto che cosa gli industriali si aspettano dal Governo “provvedimenti concreti per rimettere in moto consumi e produttività”. In  un'intervista a Tele Norba 24, il presidente del Consiglio ha in un certo senso ribattuto: “Molto della sorte dei lavoratori, degli imprenditori e del Paese è nelle mani della parti sociali italiane e non solo e non tanto nelle mani del governo”. Poi, dopo aver detto che il governo ha cercato di mettere ordine nella finanza pubblica, ha dispensato di nuovo toni ottimistici: “Io invito a considerare che la ripresa, se riflettiamo un attimo, è dentro di noi ed è una cosa che adesso è alla portata del nostro Paese e credo anche che arriverà presto. In fondo una riedizione di quanto aveva detto nella sua visita al Meeting di Rimini. Il professor Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, è rimasto perplesso di fronte a queste frasi. Vediamo perché.

 

Cosa ne pensa delle dichiarazioni del premier Monti?

 

La crisi coinvolge sia l'economia, sia il credito (che è rincarato per via dello spread), sia il mercato del lavoro che, con la riforma di Elsa Fornero, non è stato completamente liberalizzato. Anzi, in certe forme contrattuali del lavoro a tempo, di quello saltuario, è stato irrigidito, commettendo così un grave errore. In più, con questa politica del rigore, c'è un'atmosfera funerea che coinvolge un po' tutti, tutto il Paese. Si potrebbe dire che questo governo appare contraddittorio nei suoi messaggi. Da un lato drammatizza, con l'aiuto dei media orientati  a sinistra, che storicamente hanno sempre detto che l'Italia è un disastro, e dall'altro lancia messaggi di blando ottimismo.

 

Lei non vede nessuna luce in fondo al tunnel?

 

Mi sembra che la risposta più calzante l'abbia data Sergio Marchionne: in fondo al tunnel vedo i due fari di un treno. No, io di luce in fondo al tunnel non ne vedo, anche se, ripeto, la situazione che viene illustrata dai giornali e dai dati statistici rilevati offrono un'immagine peggiore di quella che è veramente la realtà italiana. Anche i dati sulla disoccupazione giovanile sono discutibili per come vengono rilevati. Non è che tutto il lavoro giovanile stia nella partita Iva. L'economia spesso sfugge al criterio di queste rilevazioni. In tutti i casi siamo in una situazione di crisi che è aggravata dall'assenza di un'azione, di un'iniziativa, da parte del governo.

 

In che senso professore? 


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COMMENTI
06/09/2012 - Un grande successo, invece (Mariano Belli)

Il governo Monti si è rivelato un grande successo, invece...ma per le banche, non certo per il popolo italiano! Il suo scopo è ridurre le perdite, o meglio far guadagnare il più possibile i suoi datori di lavoro sulla pelle del popolo. Ha tenuto su per quanto possibile il valore dei titoli italiani per poter permettere alle banche, specie francesi e tedesche, di disfarsene (mentre al contempo lucravano pure con i CDS). Domanda: ma perché non dichiariamo illegale (come ha fatto l'Ecuador) l'intero nostro debito che ci rende schiavi a vita, e chiamiamo a rimborsarlo i responsabili? In questo Paese il popolo è sovrano o no?