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FINANZA/ Cingolani: ora Monti tagli lo "spread" italiano

Pubblicazione:sabato 8 settembre 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Oggi c'è stato l'attacco durissimo a Draghi dei giornali tedeschi, della stampa. Poi è nota la posizione della Bundesbank, ma i politici, a cominciare dal Cancelliere  Angela Merkel e dal ministro delle Finanze Wolfgang Shauble si sono dichiarati d'accordo con Draghi. Da parte dei politici tedeschi non ho visto grandi dichiarazioni polemiche contro Draghi. Persino il leader dei liberali, Philipp Rosier, è stato abbastanza conciliante. Il fatto è che la stessa Germania, con una zona euro in cattive condizioni, sta rallentando, non va più bene. I tedeschi ora osserveranno con grande attenzione che gli Stati che ricorrono agli aiuti rispettino la loro tabella di marcia nella politica di risanamento dei conti pubblici, ma tutto sommato danno l'impressione che questa mossa di Draghi l'abbiano sostanzialmente accettata.

 

Restano comunque alcune incognite dopo questa operazione.

 

Certamente le incognite non mancano. Innanzitutto occorrerà vedere chi farà il primo passo nella richiesta degli aiuti. E' probabile, per quanto si sa e si può vedere, che il primo paese sia la Spagna. Poi è possibile che anche l'Italia ricorra a questi aiuti. Un' Italia che comunque ha già attuato una politica di rigore molto forte, molto stringente. La seconda incognita è come fare per svincolarsi da questa politica del rigore che ha mandato il nostro paese in recessione.

 

La mossa di Draghi, l'intervento della Bce, non cambierà la politica del rigore.

 

Il presidente della Bce ha stoppato il collasso dell'euro, perché questo rischio c'era, ma non ci ha certo dato il permesso di svincolarci dalla politica del rigore. Lui ha fatto il suo mestiere di banchiere centrale, ora tocca ai singoli stati mettere in atto delle politiche economiche, degli interventi per passare a quella che viene chiamata la seconda fase della crescita.

 

A questo punto tocca dunque ai governi trovare gli strumenti adatti per uscire dalla recessione?


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