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FINANZA/ Perché la "credibilità" di Monti tiene le imprese al palo?

Pubblicazione:domenica 9 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 9 settembre 2012, 13.32

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Qui devo fare alcune considerazioni. Indubbiamente Mario Monti ha giocato un ruolo importante nel recupero della credibilità internazionale dell'Italia. Si capisce che le sue opinioni vengono valutate positivamente all'estero, vengono considerate con attenzione. Su questo punto ormai ci sono numerosi attestati. Se uniamo questa credibilità italiana recuperata all'azione condotta da Mario Draghi, abbiamo una buona immagine che è ben valutata al di qua e al di là dell'Atlantico. Il problema è che quando Monti scende da un aereo che lo riporta in Italia da un viaggio all'estero, sembra meno efficace.

In che senso?

Non mi sembra che sinora le misure adottate dal governo siano in grado di muovere questa situazione economica stagnante. Guardo anche alle ultime misure, magari, di per sé, utili, ma insufficienti per trascinarci fuori dalla recessione o per fare uno scatto: pensi alla tassa sulle bibite gassate o la questione dei medici di base. I problemi sono ben diversi, basta guardare i dati della disoccupazione.

Il problema resta il nodo del debito e della spesa pubblica?

Sì ed è su questo punto che mi pongo degli interrogativi. Non sento più parlare di Enrico Bondi, che doveva fare i tagli alla spesa. Ha già concluso la sua opera? La stessa cosa posso dire di Francesco Giavazzi, che mi pare ormai un ex consulente. In più ci aggiungo Giuliano Amato che doveva occuparsi della situazione relativa ai partiti e ai sindacati. Da un po' di tempo a questa parte mi sembra che sia svanito tutto. E' per questa ragione che vedo un Monti molto attivo sul piano internazionale, ma poco efficace su quello interno.

(Gianluigi Da Rold)

 



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