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ABOLIZIONE IMU/ L’esperto: la “soglia” di Bersani non basta, ma attenti a eliminare l’imposta sulla prima casa

Pubblicazione:venerdì 11 gennaio 2013

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Che è la tassa più odiata dagli italiani s’era capito. Se Berlusconi già da tempo capeggia la ribellione anti-Imu, pure Bersani si è convinto che, almeno in campagna elettorale, dovrà pur dire qualcosa di ostile rispetto all’imposta introdotta dal governo Monti. E così, ospite a Porta a Porta, ha avanzato la sua proposta. Niente di rivoluzionario come l’abolizione tout cort chiesta dall’avversario, ma la cancellazione per una certa fascia di popolazione. Per chi sta pagando, cioè, fino a 400-500 euro. Un’ipotesi che dà evidentemente per scontato che chi paga di meno possiede immobili di basso valore e, quindi, è più povero di chi paga di più. L’avvocato Claudio Santarelli spiega a ilSussidiario.net come valutare il progetto di Bersani. «Non credo che rimuovere l’Imu fino a una certa soglia fissata sia la soluzione preferibile. Sarebbe, invece, più opportuno rimuoverla completamente, almeno per il momento, sulla prima casa». Di per sé, una misura del genere, al di là delle ipotesi di reperibilità delle risorse, porrebbe non pochi problemi. «Ovviamente, dovrebbe trattarsi di prima casa effettivamente occupata. La rimozione dell’imposta, quindi, andrebbe eseguita a certe condizioni. Si tratta, quindi, di un problema di controlli. Che si espletano introducendo criteri volti a riscontrare se il proprietario, nel chiedere l’esenzione, stia assumendo un atteggiamento onesto». Per intenderci, «non basta la residenza; per verificare che la prima casa sia realmente abitata vanno eseguite delle verifiche sul domicilio. Deve trattarsi, inoltre, della casa familiare. Si può anche ammettere l’ipotesi per le coppie di fatto. Quel che conta, tuttavia, è che si evitino distorsioni, trucchi e scappatoie ben note, quali l’intestazione della seconda casa ai figli che non vi risiedono ma che, a quel punto, la farebbero figurare come prima casa».

Sul fronte strettamente tributario, secondo l’avvocato, si potrebbe semplificare la procedura, «introducendo una tassazione forfettaria, il cui saldo o conguaglio sia subordinato alla verifica delle suddette condizioni, facilmente dimostrabili attraverso l’opportuna tassazione». La proposta avrebbe un effetto decisivo sull’economia reale. «Il timore che la crisi persista e l’assenza di una prospettiva di crescita hanno paralizzato i consumi. Sta di fatto che qualcuno che ha qualche risparmio da parte ancora c’è. Ci sono giovani coppie che avrebbero l’intenzione di aprire un mutuo; potrebbero farlo e lo farebbero, ma desistono perché sanno che non potrebbero permettersi di pagare, oltre alle rate del finanziamento, l’Imu». 


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COMMENTI
13/01/2013 - legge iniqua e discriminatoria (gianni giangianni)

la finiamo di fare leggi discriminatorie e inique. e ora che tutti pagano e in maniera ben distribuita e piu semplice fare a metro quadro cosi pagano tutti e si distribuisce queste cifre pazzesche di imu.e se fate ancora casino e meglio votare chi la toglie del tutto sulla prima casa!!!a proposito chi pensava di entrare nelle esenzioni si ricorda che le detrazioni di 200 euro prima casa non ci sono piu!!!

 
13/01/2013 - imu o non imu è questa la questione? (antonio petrina)

Credo che sia importante conoscere appieno cosa ha fatto il governo tecnico com l'imu reimpostandola dalla legge sul federalismo municipale che l'aveva creata ( d l vo 23/11) per resettarle a favore ed unicamente per il bilancio statale onde raggiungere il pareggio nel 2013 ( d salva italia )nella peggiore crisi finanzaria del nuovo secolo! Ora tornare al decreto del federalismo municipale ,quello originario del g berlusconi, è giocoforza !